Febbraio è passato e con lui il mese dell’amore. Per me è stato un mese estremamente complesso e pieno di grandi domande a cui non davo risposta.
Poi tutto si è allineato “magicamente” e una dopo l’altra sono arrivate.
Tra queste un messaggio importante che ho sentito forte nei primi giorni di marzo dove ho perso colui che è stato per me il primo Grande Amore.
Spesso penso di essere stata molto fortunata ad avere lui come primo. Una fortuna che negli anni ho un pò dimenticato… e per questo ora la chiamo proprio così.
La fortuna non è consapevole, arriva da fuori è ti concede delle cose. Ed è così che poi la vita mi ha fatto un pò andare avanti fino a quando… ho scoperto di potermi amare da sola!
L’ho scoperto qualche anno fa, forse per caso o forse per “fortuna”.
Prima questa accezione dell’amore verso di sé era qualcosa di sconosciuto, di strano, di difficile da comprendere.
“Cosa diamine vuol dire amarsi? Un pranzo per me ben cucinato, coccole, tempo di qualità da concedermi… ok ma quindi?”
Mentre amare gli altri, farsi amare quello si che lo comprendevo… ma è stato proprio in questo mondo complesso e di grandi esperienze profonde che ad un certo punto mi sono persa. O forse mi sono sentita per la prima volta.
“Al di là delle relazioni con gli altri io chi ero?” Ci ho messo sedute di psicoterapia, corsi di coaching, supervisioni, relazioni con gli altri e la vita… e sono e mi sento ancora in cammino in questa scoperta.
Poi l’1 marzo il mio primo grande Amore lascia questo mondo. Ma io per “fortuna” o forse per scelta, lo avevo sentito. Ci eravamo scambiati messaggi di ricordi e riconoscimenti reciproci. Un meraviglioso momento di confronto che mi ha lasciato tantissimo e proprio in un momento complesso e strano della mia vita relazionale.
Ho ricordato l’Amore come cura dell’altro, come parole piene di significato, come emozioni condivise e vissute attraverso sguardi profondi, la vera presenza e anche la leggerezza dei momenti insieme.
Cosa vuol dire amare se stessi?
Ancora forse non so esattamente come definirlo e forse non serve nemmeno farlo. Forse più che definirlo andrebbe sperimentato.
Agirlo invece che dargli una cornice di parole iniziando da uno sguardo di amore verso di sé e non solo verso gli altri, con la cura di se stessi anche quando è difficile, con le scelte per ciò che si sente dentro e andando oltre a ciò che “si dovrebbe” o che dicono “dovremmo fare”, con uno sguardo onesto fatto di umiltà e orgoglio allo stesso tempo.
Ciò che il mio primo amore mi ha ricordato è che la vita va vissuta certo, ma che è importante farlo con la massima cura e attenzione. Che la profondità nell’amore è un valore inestimabile e che la “fortuna” se non arriva si può andare a prendere perchè dopotutto esiste!
Non ci sono momenti giusti o sbagliati per iniziare a farlo, c’è solo il momento in cui ti arriva un messaggio dalla vita che ti dice: “ricordati chi sei e che valore hai”
Buona festa della donna
Benedetta