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  • This is us e la puntata sul divorzio
    Attenzione in questo articolo c’è uno spoiler su This is us. Io ti ho avvisato/a. Inizia da qui sotto, quindi decidi tu se leggere questo articolo oppure no.

    Se si potesse iniziare dalla fine

    Dopo più di un anno di terapia Kate e Tobi divorziano. Il giorno della firma Kate dice una frase a Tobi. Kate: “Fammi dire solo una cosa. Non è la fine della nostra storia. Solo perché il matrimonio è finito non vuol dire che la nostra storia lo sia. Dovevamo incontrarci e il destino ci ha uniti. Ora il destino ci separa e so che un giorno lo capirai” Tobi: “Kate te lo posso assicurare non lo capirò mai” Questo momento porta con se tutta la fatica di due adulti che arrivano in momenti differenti alla consapevolezza della fine di un matrimonio. Eppure dopo molti momenti complessi arriva la conferma che lei aveva ragione. Tobi “so che ti sposi tra poche ore ma volevo solo dirti una cosa. Ricordi quello che mi hai detto quando abbiamo divorziato? Volevo dirti che adesso lo capisco. Mi dispiace averci messo tanto. Se avessi saputo Kate “Sarebbe più facile vivere la vita al contrario”

    Mettere in dubbio la separazione da una frase dei figli

    Nella sesta serie di This is Us si affronta il divorzio tra Kate e Tobi. (puntata 12 nello specifico) Sarà Kate a dire che la relazione è finita, ma solo dopo molto tempo sofferto e in cui ci ha messo tutte le sue forze per provare a farla funzionare. Dopo che la separazione inizia ad avere routine e momenti sereni la frase del figlio aprirà la ferita non ancora curata di Tobi che fatica ad immaginare che un divorzio sia la soluzione. Tobi vive da mesi in una casa in affitto. Dopo una giornata con i suoi figli li riporta a casa di Kate. Entrambi si sono addormentati così li mettono insieme nei loro lettini. Il figlio, mentre lo  mettono a letto dice  “Ci siete tutti e due” Questa frase porterà Tobi a dire che dovrebbero riprovarci. Tobi: “Stiamo migliorando credo dovremmo tornare in terapia” Kate “No, io sono tornata a respirare. Sei bravo con i ragazzi perchè hai i tuoi spazi senza di me” Tobi “Saranno più felici se torneremo insieme hai sentito cosa ha detto prima?” Kate “Io so che a lungo andare sarà meglio così” Tobi” Non fare questo, non farci questo. Sono terrorizzato, io non voglio restare solo ok. Non voglio ricominciare da zero. Non voglio vivere metà della vita senza i miei figli. Noi possiamo migliorare, possiamo farlo, so che è possibile. Questa non può essere la fine della nostra storia. ti prego ti scongiuro non farlo Kate ”Mi dispiace non ci riesco”

    Il divorzio secondo This is Us

    Trovo che This is Us sia una serie piena di amore e delicatezza. Riesce, attraverso la storia della famiglia Pearson, a trattare moltissimi temi importanti portandoci dentro le case di ognuno di loro. Rimanendo sulla puntata 12 dove si racconta il divorzio tra Kate e Tobi ho evidenziato diversi punti importanti:
    1. C’è il momento differente di accettazione di una relazione che finisce a cui Kate decide di dire basta. Dopo più di un anno di terapia di coppia che non ha portato miglioramenti nella relazione.
    2. C’è la frase di Kate il giorno del divorzio dopo aver firmato le carte in cui lui non crede e che anzi smonta dicendo che mai lo penserà.
    3. C’è l’inizio di una nuova relazione e la paura e confusione di Kate nel capire cosa lo porti a volerlo visto la sua situazione di mamma appena divorziata.
    4. Ci sono momenti di incontro tra i due genitori.
    5. Lo sfogo di Tobi che ha paura di rendere reale e definitiva la fine del loro matrimonio con il divorzio.
    Ho trovato questa puntata molto autentica e soprattutto priva della solita narrazione di chiusura definitiva e di fine delle possibilità rispetto al rapporto tra due adulti che divorziano. Tu cosa ne pensi?
  • Comunicare con Empatia nella coppia e fra genitori separati

    Articolo a cura di Davide Facheris.

    In che modo la comunicazione empatica o comunicazione non violenta (CNV) può essere di supporto e di aiuto nei rapporti tra genitori?

    In questo articolo vi parlo delle basi della Comunicazione Nonviolenta e della sua importanza per il dialogo di coppia e fra genitori separati.

    La comunicazione è la base delle relazioni.

    Nel tessuto complesso delle relazioni umane, la comunicazione svolge un ruolo fondamentale. Quando si tratta di relazioni di coppia, la qualità della comunicazione può determinare le sorti della relazione.

    Vari studi con diversi approcci confermano che l’assenza o l’inefficacia della comunicazione è uno dei tre principali motivi di separazione fra le coppie. In egual misura il miglioramento della comunicazione viene indicato fra i primissimi elementi da sviluppare per rinsaldare una relazione rotta o in difficoltà.

    Ristabilire o costruire una comunicazione armoniosa costituisce infatti per molte persone un’esperienza nuova, mai provata in famiglia e nemmeno nella società, che può dare accesso ad una fase di vita completamente diversa e molto soddisfacente. Nel caso di coppie già separate, la capacità di ristabilire una buona comunicazione interrompe lo schema culturale per cui la separazione è sinonimo di conflitto e inimicizia.

    Questo superamento costruttivo del conflitto porta un indiscutibile benessere personale, inoltre può favorire la nascita o la rinascita di ottime amicizie e rapporti di collaborazione, utilissimi soprattutto nel caso in cui ci siano dei figli in comune di cui prendersi
    cura.
    La Comunicazione Nonviolenta (CNV), sviluppata da Marshall Rosenberg, è oggi uno degli strumenti relazionali in maggiore espansione al mondo perché offre una prospettiva profonda e trasformativa su come comunicare in modo autentico e compassionevole.

    Applicata alla relazione di coppia, la CNV può fungere da catalizzatore per la comprensione reciproca, la connessione emotiva e la risoluzione costruttiva dei conflitti.

    Fondamenti della Comunicazione Nonviolenta

    La CNV si basa su quattro componenti fondamentali:

    1. Osservazione: La capacità di osservare la realtà in modo neutro e senza giudizio. Questo significa
      concentrarsi sui fatti osservabili senza interpretazioni soggettive.
    2. Sentimenti, Emozioni, Sensazioni Fisiche: Riconoscere e esprimere ciò che sentiamo dentro di noi in modo chiaro e onesto. Questo richiede una consapevolezza emotiva e corporea ossia la capacità di identificare le nostre emozioni e di saperle nominare, un’abilità che è possibile imparare ed allenare.
    3. Bisogni Universali: Identificare i bisogni e le necessità universali che si trovano dietro alle emozioni.
      Anche in questo caso ampliamo il nostro lessico e la capacità di connetterci a ciò che è soddisfatto o insoddisfatto dentro di noi e dentro le altre persone.
    4. Richiesta: Esprimere le nostre richieste in modo chiaro, specifico e rispettoso, senza imporre il nostro volere agli altri e senza pretendere né forzare il Sì.

    Come applicare la CNV nella Relazione di Coppia e fra Genitori Separati

    Quando applicata alla relazione di coppia, la CNV può trasformare radicalmente la qualità della comunicazione e la dinamica della relazione. Ecco alcuni principi chiave su cui mi baso per proporre la CNV nella relazione di coppia e fra genitori separati:

    1. Ascolto Empatico: Ascoltare attivamente il partner con empatia è uno degli esercizi principali che facciamo con la CNV. Questo significa mettersi nei panni dell’altro e cercare di comprendere le emozioni e i bisogni sottostanti alle sue parole. Questo non significa giustificare l’altro e nemmeno essere d’accordo o cedere la nostra posizione a suo vantaggio. L’Ascolto Empatico ci porta in quell’esperienza trasformativa che chiamiamo Connessione o Empatia.
    2. Esprimere ciò che è vivo in me in Modo Onesto: Un altro passo fondamentale è quello in cui guido le persone a sperimentare la vulnerabilità di esprimere le proprie emozioni e i propri bisogni in modo aperto e onesto, senza paura di essere giudicati o respinti dal partner o dall’ex partner. Per fare questo impariamo insieme un linguaggio che parla di me e che non giudica te. Più io ti parlo onestamente di me, più si crea fra noi un clima di apertura di fiducia che faciliterà anche te e a parlarmi onestamente di te e ci
      porterà a consolidare la fiducia reciproca.
    3. Accogliere le Differenze: Riconoscere e accettare le differenze individuali all’interno della coppia.
      Insieme possiamo imparare a riconoscere le nostre diversità come elementi di unicità e di valore anziché come elementi di scontro. Questa esperienza di apertura ci insegna a sviluppare la nostra capacità di incontrarci con morbidezza, rispetto e amore; molto diverso dal cercare di cambiare o di controllare il partner in cui entrambi alla fine ci rimettiamo.
    4. Risolvere i Conflitti Costruttivamente: Affrontare i conflitti come opportunità per comprendere meglio sé stessi e il partner. Quando un conflitto si manifesta è perché c’è qualcosa fra noi che non siamo ancora stati in grado di cogliere. Con la CNV impariamo ad incontrare le prospettive di entrambe le parti e a guardare a quali messaggi preziosi ci sono dietro l’armatura del conflitto. Da questa capacità di incontro nasce poi la collaborazione nel cercare soluzioni che tengano conto dei bisogni di entrambi. Nessuno perde e nessuno vince sull’altro, nessuna delle due persone deve rinunciare a sé stessa o uscire insoddisfatta, questa è la grande potenzialità che abbiamo come esseri umani dotati di autonomia e al contempo di empatia.
    5. Coltivare la Gratitudine e l’Apprezzamento: Esprimere gratitudine e apprezzamento per il partner in modo sincero e frequente è una delle abilità che si danno maggiormente per scontate. Siamo abituati a focalizzarci su ciò che non va, su ciò che manca e sui problemi da risolvere. Riconoscere le azioni e gli atteggiamenti che contribuiscono alla felicità e al benessere della relazione è un passo fondamentale per cambiare punto di vista, per far fiorire la gioia dentro di noi e per poterla riproporre come dono per l’altra persona e come nutrimento per la relazione.

    Possibilità e utilità dell’uso della CNV

    In sintesi, la possibilità di sviluppare queste risorse attraverso un percorso basato sulla Comunicazione Nonviolenta, offre alle coppie la possibilità di sciogliere alcuni nodi e di acquisire maggiore serenità e pienezza emotiva, relazionale e di conseguenza anche sessuale. Al contempo, per le coppie separate e per i genitori separati, fare un percorso formativo CNV è:

    • un valido supporto per vivere al meglio una fase spesso difficile e dolorosa della propria vita;
    • uno strumento fondamentale per evitare il degenero conflittuale della relazione;
    • un’occasione per vivere la separazione come momento di crescita condiviso a beneficio della qualità della relazione presente e futura, che potrà anche rimanere non di coppia, ma serena;
    • un dono per sé e per i propri figli che potranno beneficiare di una genitorialità adulta, amorevole e collaborativa.

    Benefici della CNV nella Relazione di Coppia

    Integrare la CNV nella relazione di coppia può portare una serie di benefici significativi:

    • Maggiore Intimità ed Empatia: La pratica della CNV favorisce un senso di connessione più profondo e autentico tra i partner. L’ascolto empatico e l’espressione onesta dei sentimenti contribuiscono a creare un ambiente di fiducia e comprensione reciproca.
    • Riduzione dei Conflitti Distruttivi: Affrontare i conflitti con la CNV permette di trasformare le dispute in occasioni di crescita e comprensione reciproca. Le soluzioni collaborative e rispettose
      favoriscono la costruzione di un legame più saldo e duraturo.
    • Crescita Individuale e Relazionale: La pratica della CNV incoraggia lo sviluppo personale e relazionale. Il processo di auto-riflessione e consapevolezza emotiva promosso dalla CNV può portare a una maggiore consapevolezza di sé e degli altri, migliorando così la qualità complessiva della relazione.
    • Sostenibilità della Relazione: Integrare la CNV nella relazione di coppia può contribuire a una maggiore longevità e resistenza del legame. La capacità di comunicare in modo rispettoso e compassionevole aiuta a superare le sfide e ad affrontare le difficoltà che possono insorgere lungo il percorso della relazione.

    In conclusione, la Comunicazione Nonviolenta offre uno strumento potente per coltivare relazioni di coppia sane, autentiche e appaganti. Attraverso la pratica della CNV, i partner possono imparare a comunicare con compassione, comprensione e rispetto reciproco, creando così le basi per un legame duraturo e significativo.

    Vivere bene non significa per forza vivere sotto lo stesso tetto o continuare un percorso di vita di coppia intrapreso anni fa e magari oggi non sostenibile. Vivere bene e con Empatia significa preservare quel bene e quell’amore che comunque possono esistere anche in forme diverse dalla coppia. Per nutrire il bene e
    l’amore che ci sono dentro ogni persona, a volte non basta il desiderio, ma è fondamentale acquisire strumenti e consapevolezza comunicativa, perché, come abbiamo visto, la Comunicazione crea Comprensione Reciproca e Senso di Accoglienza; l’Accoglienza crea Fiducia; la Fiducia è l’energia che fa
    prosperare qualsiasi relazione, in ogni sua forma, sia essa di coppia, di genitori separati, di rinnovata amicizia.

    Davide Facheris

    Lavora con la CNV dal 2012, come formatore per gruppi e come consulente individuale e per le coppie. Ciò che presenta è frutto non solo della sua esperienza professionale, che ha maturato con migliaia di persone, ma anche dei suoi vissuti personali: è papà di tre figli, sposato nel 2007 e poi separato e divorziato nel 2022.

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  • Sesso tra ex. Quando la coppia finisce, ma il sesso continua
    Articolo a cura di Enrica Passeri. Quali possono essere i fattori che portano una ex coppia a mantenere il rapporto sessuale? Ne parliamo in questo articolo.

    Quando ti stai separando o stai divorziando e pratichi attività sessuale con l’ex.

    Quando le coppie si trovano nel bel mezzo di una separazione o di un divorzio, la  decisione di continuare a praticare attività sessuale tra i partner può derivare da una  moltitudine di fattori complessi. Nonostante la consapevolezza che la relazione stia per  finire, possono ancora esistere legàmi emotivi importanti che attirano i due membri della  coppia verso l’intimità fisica. Questo legame emotivo, costruito magari durante anni di relazione e collaborazione, può mantenersi anche quando la relazione si deteriora sotto  altri aspetti. Per molte coppie il sesso è stato parte integrante della dinamica relazionale, radicato  nella routine e nelle abitudini. Staccarsi da questo modello può essere impegnativo, a  volte destabilizzante, tanto da indurre le coppie a continuare a praticare l’attività sessuale  nonostante l’imminente rottura.

    La tregua tra futuri ex tramite il legame fisico.

    L’incertezza che accompagna il divorzio può anche spingere le persone a cercare  conforto e stabilità in un territorio familiare. Nel bel mezzo di procedimenti legali, divisione  dei beni e potenziali battaglie per l’affidamento, il legame fisico con il futuro ex partner  può offrire una tregua temporanea dal caos e dalla confusione. Inoltre, l’attrazione fisica può non essere scomparsa, indipendentemente dai problemi  relazionali che hanno portato alla decisione di separarsi. Questa attrazione può essere  una potente motivazione per continuare a praticare l’attività sessuale, anche durante le  turbolenze emotive del divorzio.

    Come viene percepito il sesso con il futuro ex coniuge?

    In alcuni casi, l’atto di fare sesso con il futuro ex coniuge può essere percepito come un  mezzo di chiusura o un tentativo di risolvere i problemi persistenti nella relazione. In alcuni  casi infatti si potrebbe sperare che il riavvio dell’intimità fisica possa riaccendere il legame  emotivo o fornire un senso di chiusura prima di porre ufficialmente fine al matrimonio. Quando si tratta del primo caso, è importante che la situazione venga riconosciuta  tempestivamente, poiché il suo protrarsi può aggiungere ulteriori difficoltà sia emotive che  pratiche nel processo di separazione. Quando sono coinvolti dei bambini, mantenere un senso di normalità per il loro bene  diventa una priorità per molte coppie che divorziano. Il desiderio di proteggere i figli da  sofferenze e situazioni imprevedibili, può spingere a continuare a mantenere una certa intimità, nella convinzione di proiettare una facciata di stabilità e armonia nella dinamica  familiare.

    La decisione di continuare la relazione intima è personale e complessa.

    È fondamentale riconoscere che la situazione di ogni coppia è unica e la decisione di  continuare a praticare attività sessuale durante il divorzio è profondamente personale e  complessa. Tuttavia se per alcuni può offrire un conforto o una stabilità temporanea, per  altri può complicare il processo di guarigione emotiva e prolungare la transizione alla vita  post-divorzio. È bene ricordare che esistono professionisti della salute e del benessere, quali psicologi e  psicoterapeuti, che possono aiutare e accompagnare con successo le persone in questa  delicata e stravolgente fase di vita.Psicologa e Sessuologa clinica

    Dott.ssa Enrica Passeri

    Psicologa e Sessuologa clinica. Specializzata nel trattamento di disfunzioni sessuali maschili e femminili, educazione alla sessualità e alla corporeità in tutte le fasce d’età, sostegno e accompagnamento nei processi di coming out, transizione di genere e tematiche LGBTQIA+.  

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  • Perchè il cambiamento è così difficile?
    Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è fatto questa domanda: “Perché è così difficile cambiare?” Oggi proveremo a rispondere a questa domande passando da 3 tappe:
    • Cosa comporta un cambiamento;
    • Come trovare la forza di cambiare;
    • Lo spazio dei tuoi desideri.

    Cosa comporta un cambiamento?

    Per provare a rispondere alla domande delle domande: “Perchè è così difficile cambiare?” è importante provare ad osservare ciò che questo cambiamento “promette” di dare e di togliere. Ogni passo che facciamo verso una direzione diversa da quelle già provate ci toglie qualcosa e ci da qualcosa. Ci sono alcuni aspetti che possono essere chiari e immaginabili, mentre altri non avremo idea di quali potranno essere fino a quando non proveremo. Quindi possiamo dire che un cambiamento comporta delle diversità nella nostra vita a volte conosciute e altre sconosciute. È nella natura dell’uomo mantenere ciò che è conosciuto: stare nella propria comfort zone. Anche se quella zona conosciuta inizia a stare stretta o non è più piacevole. Non è naturale e istintivo lanciarsi in un cambiamento in modo consapevole. Ha bisogno di forza di volontà e di coraggio.

    Come trovare la forza di cambiare?

    Se quindi cambiare non è naturale e ci vuole coraggio e forza di volontà come e dove la trovo questa forza? Di cosa ho bisogno per arrivare a fare quel passo verso l’ignoto che potrebbe essere migliorativo, ma di cui non abbiamo la certezza? A volte per farlo ci vuole la disperazione: molte persone attuano un cambiamento dopo un evento molto grande della loro vita. Altre volte una frase, un film, un libro, un momento permettono di fare quel click mentale che ci porta avanti di un passo, quel che basta per far partire il cambiamento. Altre volte troviamo un supporto un aiuto che ci sostiene in questo passaggio così complesso. Ne parlo proprio nell’intervista che trovate sul blog di Orme di Luna la scuola di coaching dove terrò una lezione su come gestire il cambiamento.

    I tuoi desideri che spazio hanno nella tua vita?

    “Se non riempi lo spazio con i tuoi desideri gli altri ci mettono i loro” Citazione dalla serie tv Antonia. Il punto è un pò questo: il cambiamento necessità di tempo, spazio, volontà e forza. È importante  trovare la giusta motivazione per portarlo avanti e renderlo reale: quel qualcosa che sarà il nostro motore anche nei momenti in cui perdiamo la speranza o siamo in difficoltà. Il nostro faro per i momenti più bui. Tu hai già trovato il tuo?
  • 7 punti da tenere a mente quando ci si separa con figli adolescenti
    Articolo a cura di Alessia Di Paolo Nel precedente articolo Separazione e divorzio con figli adolescenti, cosa fare?” abbiamo parlato del delicato periodo dell’adolescenza associato al momento della separazione o del divorzio dei genitori. Oggi ti lascio 7 punti di cui tenere conto se ti stai separando o stai divorziando con figli adolescenti.

    1) La delicata fase di sviluppo che sta vivendo

    Se si ha un figlio che si trova in questa fascia d’età (età 10-17 anni circa) si ha a che fare con una delle fasi di sviluppo maggiormente delicate e complesse della sua vita. L’adolescenza ha rappresentato sempre un momento particolare dell’esistenza dell’uomo in quanto rimarca il passaggio dall’infanzia alla vita adulta. La parola adolescenza deriva dal latino   “adolescere” che significa proprio “crescere”. L’arco di tempo dell’adolescenza, e quindi della crescita verso l’adultità, dipende in maniera determinante dal contesto culturale e personologico di chi lo vive.

    2) Il doppio peso degli adolescenti: La trasformazione identitaria e la separazione genitoriale.

    La sfida ed il carico che l’adolescente deve affrontare quando i genitori si sperano sono doppi, in quanto si trova a dover gestire due fasi di grande trasformazione personale, quella relativa al cambiamento adolescenziale e quella relativa alla divisione dei propri genitori. Gli adulti di riferimento dovranno essere lucidi nel saper gestire la complessità del caso.

    3) I figli adolescenti non sono adulti, amici o confidenti.

    I figli dei genitori separati, qualora la separazione coniugale non sia gestita correttamente, hanno il doppio delle probabilità degli altri di manifestare problemi scolastici, affettivi, relazionali e comportamentali correlati all’età. Nella fase separativa si tende a trattare i figli adolescenti da giovani adulti e a coinvolgerli direttamente nelle dinamiche di coppia. Vengono spesso usati come strumento di sfogo, di denigrazione nei confronti dell’altro genitore, come coloro che si devono occupare dei fratelli più piccoli, come amici o confidenti. Facendo così, si crea confusione di ruoli, si induce l’adolescente ad avere un conflitto di lealtà nei confronti del genitore ritenuto più debole e a far prendere decisioni anche emotive importanti. L’adolescente ha diritto di vivere la sua fase d’età nel modo più sereno possibile ed ha bisogno di adulti onesti che diano una spiegazione chiara sui motivi che hanno spinto i genitori alla separazione. E’ necessario però non oltrepassare il limite della confidenza e non entrare troppo nei dettagli della coppia, in quanto l’adolescente non è ancora in grado di gestire le informazioni, non tanto sul piano cognitivo quanto sul piano emotivo. L’adolescente ha bisogno di confini stabili perché alcune situazioni possono generare imbarazzo, fastidio, tristezza, rabbia e preoccupazione. E’ importante preparare i ragazzi di questa età all’evento separativo perché i potenziali cambiamenti possono avere delle ripercussioni molto complesse. La separazione influisce sui ritmi della vita familiare e sulle possibili attività scolastiche, extrascolastiche ed amicali.

    4) Il preminente interesse dell’adolescente.

    Molto spesso gli ex coniugi si fanno paladini del benessere dei propri figli screditando l’altro e mostrando tutta la propria infelicità e frustrazione. In molti casi i confini tra genitori e figli adolescenti diventano sfumati e ambivalenti innescando spesso dinamiche triangolari disfunzionali. Il limite tra due generazioni viene oltrepassato creando quei meccanismi che Garber chiamaparentificazione (Garber, 2011) ossia quando i figli che vivono una situazione separativa dei propri genitori vengono chiamati a confortarli e a prendere parte alle loro dinamiche conflittuali, e “adultizzazione” ossia quando i ragazzi vengono chiamati a ricoprire il ruolo di amici, confidenti e caregiver. Questi figli sono invischiati in una diade che conduce il minore ad assumersi ruoli non consoni all’età e a responsabilità troppo importanti per il grado di maturità. L’interesse preminente dei figli è quello di avere degli adulti capaci di contenimento emotivo e normativo, di vivere la propria età e le proprie esperienze, di costruire un sé adulto con il giusto supporto e la giusta distanza.  Gli adolescenti hanno maggior consapevolezza delle dinamiche di coppia per cui potrebbero esprimere una propria opinione o farsi un’idea personale sulle responsabilità genitoriali, schierandosi con l’uno o con l’altro, cercando il colpevole e legandosi maggiormente con il genitore che offre loro maggiori garanzie. I figli hanno il diritto di mantenere relazioni stabili con entrambi i genitori, essere educati, istruiti, assistiti materialmente e moralmente e accompagnati alla crescita. La svalutazione dell’altro genitore in questa particolare fascia d’età può essere molto pericolosa in quanto il ragazzo/a può costruirsi proiezioni negative per somiglianza con il genitore denigrato e questo può andare a minare la costruzione sana del sé e della propria identità.

    5) La coerenza e l’alleanza genitoriale sono strumenti potenti.

    Nonostante la separazione coniugale, lo stile educativo coeso e le decisioni prese in comune per il bene dei figli vanno mantenute e perpetrate salde nel tempo. L’adolescente deve avere la certezza di non doversi alleare con il genitore più permissivo, ma deve poter contare sulla sicurezza dei comportamenti di entrambe le figure di riferimento.

    6) I figli hanno il diritto ad essere ascoltati.

    Un figlio può e deve essere ascoltato. I bambini ed i ragazzi devono imparare a nominare le emozioni ed i vissuti che stanno provando con rispetto e senza essere sminuiti. I problemi ed i cambiamenti apportati dalla situazione separativa sono molteplici e potrebbero rivelarsi piuttosto complessi per i figli in quanto vanno ad influenzare le relazioni amicali, amorose e le attività della vita quotidiana. Ascoltare il punto di vista del figlio adolescente potrebbe rilevare importanti riflessioni, ad esempio sulla gestione dei ritmi del nuovo assetto familiare. L’ascolto proattivo è un atto potente di amore nei loro confronti perché implica l’utilizzo di corde emotive piuttosto profonde. Dietro a parole ed atteggiamenti, alle volte insopportabili, si nascondono rabbia e sofferenza trattenute. Va prestata molta attenzione ai campanelli d’allarme e ai segnali anche indiretti che possono lanciare. Spesso anche i silenzi ed i ritiri comunicano qualcosa. Le parole, gli atteggiamenti, gli agiti sono indicatori pieni di significato.

    7) Le possibili conseguenze sui figli se esposti ad alta conflittualità genitoriale.

    L’esposizione dei figli minori all’elevata e prolungata conflittualità genitoriale, oltre a costituire reato in quanto viene annoverata tra le forme di maltrattamento e di violenza assistita che portano all’annullamento della responsabilità genitoriale e all’allontanamento dei figli, può arrecare loro danni bio-psichici piuttosto importanti. I livelli dei neurotrasmettitori di benessere come l’ossitocina, la dopamina, la serotonina, le endorfine e l’adrenalina si abbassano notevolmente ed il cervello invecchia di cinque anni prima rispetto ai minori della stessa età, con una probabilità più alta di morte precoce e di insorgenza di malattie come l’ansia e la depressione. In questa fase i ragazzi sperimentano diversi sentimenti soprattutto perché devono conciliare la loro necessità di indipendenza con quella della gestione dei tempi e delle modalità di frequenza con entrambi i genitori. Si può assistere a cadute improvvise del rendimento scolastico, a relazioni instabili con i coetanei, alla messa in atto di comportamenti devianti, a chiusure in loro stessi fino ad arrivare a manifestazioni di condotte autolesive come ad esempio suicidi dimostrativi o assunzione di droghe.  Generalmente elaborano la separazione dei propri genitori attraverso due fasi: una fase di elaborazione primaria” ove considerano l’evento separativo come qualcosa di nettamente negativo sia per il proprio benessere che per quello dei familiari, ed una fase di elaborazione secondaria” attraverso la quale i ragazzi vanno alla ricerca del colpevole, delle motivazioni che hanno spinto alla fine del rapporto genitoriale e della capacità o meno di poter affrontare la situazione (Camisasca, Miragoli & Di Blasio, 2013). Essere genitori consapevoli delle dinamiche complesse che si celano dietro una separazione permette di porre attenzione a quale fase e a quale meccanismo associare ad essa in modo da poter affrontare le sfide ed i compiti che questa può richiedere come una qualsiasi altra forma di cambiamento. La separazione ed il divorzio possono essere un punto di partenza per poter crescere ed evolvere come persone solamente se si dà un senso al dolore provato, andandone oltre. Scoprire quale insegnamento si può trarre da tale particolare esperienza di vita potrebbe essere la chiave di svolta senza cadere nelle trappole degli stereotipi più comuni. Si potrebbe imparare ad avere maggior fiducia in sé stessi e negli altri, rivalutando i propri limiti e le proprie priorità. Alcuni libri consigliati: “Nella testa degli adolescenti” di Eveline Crone, Feltrinelli Editore Milano, 2012. “La verità sui figli e il divorzio. Gestire le emozioni per crescere insieme” di Robert E. Emery – prefazione italiana Vittorio Cigoli, Franco Angeli, 2004. “Clinica del divorzio e della famiglia ricostruita”, di Vittorio Cigoli, Il Mulino, 2017. “Vivere in due case. Manuale per affrontare il conflitto nelle famiglie separate.” di Alessia Di Paolo, Etabeta Editore, 2023.Alessia Di Paolo

    Alessia Di Paolo

    è laureata con lode in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Nel 2016 si è specializzata come Consulente Pedagogico Giuridico e Scolastico e nel 2019 come Mediatore Familiare. Da anni studia le dinamiche conflittuali soprattutto in ambito familiare avendone una visione puerocentrica. Ha collaborato con il Consiglio della Regione Piemonte, il Garante per l’Infanzia e Adolescenza, gli Stati Generali Prevenzione e Benessere e l’AINSPED Piemonte alla stesura e realizzazione del progetto “Vivere in due case” per la diffusione delle risoluzioni alternative al conflitto familiare nelle scuole.  

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    Libro: Vivere in due case