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mamma papà genitori separati

se vuoi sapere di più su di noi: CHI SIAMO

  • Genitori separati in vacanza nella stessa isola

    Come è stata questa estate a Corfù nella stessa isola con il mio ex, padre di mia figlia?

    Di sicuro quello che avevamo preventivato non è successo e, come sempre, abbiamo cambiato tutte le carte in tavola e rimescolato cercando di sistemare le cose come meglio potevamo.

    Avevamo dei giorni decisi di comune accordo per dividerci il mese di agosto con nostra figlia ,e poi, per vai motivi le cose sono andate diversamente.

    Il fatto di essere qui insieme sulla stessa isola e di avere tanti amici che sono venuti a vedere la tanto nominata Corfù ha fatto si che si passassero moltissime giornate insieme.

    Forse stiamo esagerando

    genitori separati in vacanza insieme

    C’è stato un momento in cui ci siamo resi conto di aver esagerato e che, forse, per Chloe non fosse la cosa migliore.

    Ne abbiamo parlato e cercando di modificare in corsa, ma la vita poi ci ha portato altro.

    Così alla fine Chloe si è vissuta quasi un mese con entrambi.

    Case separate, lo voglio sottolineare.

    La mia settimana via è sfumata in lacrime e così non sono partita per rimanere qui con le mie persone care e farmi cullare dalle onde del mare e dagli sguardi attenti degli altri.

    La macchina di Ema, anche quest’anno, ha avuto un problemino e quindi sono sfumate pure le sue settimane con la figlia e il suo ritorno in Italia è stato anticipato.

    Insomma, come sempre non ci siamo fatti mancare gli imprevisti e ci siamo riadattati come meglio potevamo cercando di fare le cose al meglio per nostra figlia.

    Il resto della vacanza come è andato?

    Per il resto questa vacanza come genitori separati insieme è stata piena di emozioni intense, sia positive che negative e ce la siamo vissuta con gioia e dolore, alternando giornate magnifiche ad altre davvero di merda.

    Il primo mese è volato, iniziando con un breve momento di misure da prendere, lavorando a volte da un bar e altre dalla casa con la sua meravigliosa finestra sul mare.

    mamma separata in vacanza

    Poi hanno iniziato ad arrivare persone, anzi in realtà i primi arrivi sono stati immediatamente, ma questo l’ho già raccontato in un post.

    Poi l’arrivo del papà di Chloe e subito dopo Tiziano.

    Ema con il suo meraviglioso modo di unire mondi diversi al tavolo del simposio e trarne stupende serate musicali, di scambi e nuove amicizie.

    Sempre Ema con i suoi momenti no, che riescono a rovinare la migliore atmosfera esistente, perché è tanto luminoso quando buio, e quando cade arriva davvero in fondo mostrandoti quell’abisso senza alcuna maschera.

    Chloe e Bryan che sono diventati i protagonisti di Laguna blu tornando alla vera natura dell’uomo (sempre nudi).

    Francesca con la sua calma quasi irremovibile ma che se deve dire una bugia non ci riesce e piuttosto non ti guarda per una settimana. Come quando non mi ha rivolto lo sguardo per tenere nascosto l’arrivo, anzi il ritorno di Tizi a sorpresa.

    E tutti gli altri, che se parlo di ognuno non finisco più ma almeno li nomino: Salvo e Cristina con il loro entusiasmo e la loro anima pura, Rudi con la sua innocenza e insistenza da bimbo, Federica e la sua voglia di godersi la parte godereccia dell’isola, Ruxandra che non pare di questo mondo in modo meravigliosamente unico, Dennis e Samantha stupenda scoperta e Federico e Andrea sofisticati e compagnoni allo stesso tempo. È passato di qui pure Beppe con Martina e sono stati indubbiamente giorni di osservazione interessanti.

    Io? la mamma? Come ho vissuto questa estate?

    mamma separata estate con figlia

    E poi io: eh!

    Io che ogni volta che metto piede qui sento di essere a casa, che sognavo di tornarci a vivere e ora non ne sono più convinta, che sono passata dalla gioia enorme per quello che ho vissuto qui, al dolore profondo, insofferenza, senso di solitudine nonostante fossi in mezzo a persone, stanchezza infinita e altrettanta meraviglia nel vedere mia figlia così felice mentre impara a nuotare andando dal suo papà alla sua mamma (proprio come i suoi primi passi a cui entrambi abbiamo assistito).

    Le bestemmie che ho tirato non ci stanno su due mani per n motivi che non sto a spiegarvi, ma che, se provate ad immaginare un’estate fatta di 2 mesi interi con due bambini piccoli, potete facilmente capire.

    Il ritorno di alcuni e la dipartita di altri.

    Due date già importanti e pesanti a cui ho aggiunto altri ricordi da dimenticare.

    Delusioni e scoperte di persone.

    Passare dal pensare un giorno di essere felice e stare di merda l’altro.

    disagi da mamma single

    Il rientro a Milano

    Sapere che sto tornando a Milano e non so esattamente che succederà perché mi sono permessa di permettermelo.

    Sapere che sono partita con una meravigliosa relazione iniziata da poco e che torno senza.

    Sapere che comunque andrà, io so che andrà bene.

    Perché, se ho capito una cosa è proprio che le cose vanno esattamente come devono andare, ma l’importante è sapere esattamente cosa si vuole e cosa no, ed in base a questo fare le proprie scelte, altre volte invece capita di subirle, e si prova a farlo con stile (ma questa è un’altra storia che non so se mai racconterò).


    Insomma tirando le somme questa è stata una estate immensa esattamente come il mare che circonda Corfù.

    A presto.

    Benedetta (mamma separata di Chloe)

  • Ce la faccio!
    chiedere aiuto è per disperati

    Sono cresciuta pensando che, in qualche modo, le cose si sistemassero, che, dopotutto, non si possa fare tutto giusto e anche dagli errori si impari qualcosa.

    Che chiedere aiuto è per chi proprio non ce la fa più.

    La prima volta che ho chiesto aiuto infatti non ce la facevo più.

    Ma da quella esperienza ho imparato che chiedere aiuto prima di arrivare al limite permette a tutti di stare meglio.

    Sono a Corfù, in una vacanza che proprio solo vacanza non è.

    Poco fa, dopo che i miei giorni da mamma separata sola sono sfumati (vi racconteremo appena potremo come mai), ero quasi al limite. Indecisa se andare a passare la giornata con loro o stare a casa.

    Sapendo che Chloe avrebbe apprezzato la mia presenza e si sarebbe dispiaciuta della mia assenza.

    Ho pensato, ma si dai ce la fai. Puoi andare.  E così sarei arrivata come spesso accade al limite, magari non oggi, magari non domani. Ma prima o poi si.

    E allora ho chiesto aiuto. E io oggi sono rimasta a casa, oggi stacco. Oggi mi faccio aiutare.

    Ho imparato a chiedere aiuto e a capire che a volte basta davvero poco, un punto di vista di diverso, un occhio esterno, uno sguardo attento per migliorare le cose.

    Crescere insieme è uno sguardo sulle dinamiche genitore bambino attraverso la psicomotricità, ed è anche gruppo di genitori che si confrontano con lo sguardo di una psicologa psicoterapeuta.

    Sono tanti sguardi, quelli dei genitori, quelli dei bambini e quelli di due professioniste, tutti che vanno insieme nella stessa direzione, quella di…

    crescere insieme.

    Clicca sotto per maggiori informazioni

    percorso per genitori e figli CRESCERE INSIEME
  • Un percorso per genitori e figli

    Oggi ti voglio raccontare il motivo per cui ho deciso di creare questo percorso.

    È nato nella mia testa un giorno di parecchi mesi fa.

    Parte tutto da una illuminazione avuta grazie al percorso psicologico  che io stavo facendo e le sedute di psicomotricità che Chloe aveva iniziato a seguire.

    All’improvviso ho unito i puntini e grazie ad entrambe siamo riuscite a superare alcune nostre (mie e di Chloe) difficoltà,  che per forza di cose si erano un pò mescolate.

    Ora ti racconto meglio.

    Per vedere i dettagli del percorso clicca qui.

    Chloe ha fatto un percorso di psicomotricità per alcuni mesi.

    Mentre lei faceva le sue sedute con Silene io andavo dalla psicologa.

    Le due cose non erano state fatte insieme volontariamente, semplicemente io sentivo il bisogno di sistemare alcune cose che riguardavano me e la mia famiglia e Chloe l’abbiamo mandata perché aveva una enorme difficoltà nel gestire il distacco dalle persone.

    Chloe

    Cosa è successo che mi ha fatto pensare al percorso?

    In questi mesi Silene ci riportava le fatiche di Chloe e con il tempo i suoi progressi raggiunti grazie alla psicomotricità.

    Poi un giorno nella mia seduta con la psicologa succede qualcosa: mi rendo conto che una mia fatica era passata a mia figlia e la stava tirando fuori durante le sedute di psicomotricità.

    La mia psicologa mi spiega che, rispetto ad alcune mie dinamiche, è come se io fossi una casa senza muri, dove nessuna parte della mia vita e di me stessa fosse protetta da muri e quindi, chiunque può entrare e uscire a proprio piacimento. Insomma, non ho alcuna protezione nel rapporto con le persone.

    E così il collegamento con il lavoro che stava facendo Chloe attraverso la psicomotricità è immediato nella mia testa.

    Perché proprio Silene mi aveva raccontato che Chloe, giocando, costruiva case senza muri. Quindi il lupo poteva entrare a proprio piacimento e lei non era protetta.

    A quel punto, Chloe ha continuato il suo percorso in psicomotricità e io con la psicologa ed entrambe abbiamo fatto enormi passi avanti rispetto a questo, soprattutto grazie alla mia consapevolezza di aver passato a mia figlia una mia fatica. Risolvendo la mia ho anche accelerato il suo percorso.

    Da quel giorno ho ragionato moltissimo sulla potenza che l’unione dei due percorsi potesse avere nella vita delle persone.

    Nasce il percorso: crescere insieme

    Silene Garbarino
    Silene Garbarino Psicomotricista

    Così, assieme a Silene ed Elisa abbiamo creato il percorso: CRESCERE INSIEME

    Il percorso è fatto da 8 incontri alternati:

    sedute di psicomotricità genitore bambino/a e incontro solo genitori con la psicologa psicoterapeuta per lavorare assieme su quello che emerge in seduta di psicomotricità. 

    Elisa Vernese
    Elisa Vernese Psicologa, Psicoterapeuta
    PER VEDERE I DETTAGLI CLICCA QUI

    Ti ricordo che i posti sono limitati

  • Mamma single: la mia esperienza all’Etna Therapy

    Come mamma single non mi è capitato spesso di prendermi del tempo senza mia figlia, se non nei giorni del padre.

    Eppure, quando ho visto che Carlo (Vagamondo) stava organizzando il terzo Etna Therapy ho subito chiamato Ema per chiedere se potevo prendermi quella settimana per me e partecipare.

    Ben una settimana via. Da madre di una bimba di soli 4 anni credetemi non è semplice pensare di utilizzare delle ore per sé stesse, figuriamoci una settimana.

    Eppure, ne sentivo davvero la necessità. Sentivo forte la chiamata.

    Ema non ha esitato un attimo e mi ha detto: “Mami vai! Non ti preoccupare noi ci organizziamo. Fallo!”

    E così inizia la mia esperienza come donna e madre single.

    Cosa ha significato per me fare questa esperienza?

    Per me è stata una esperienza trasformativa. È stato come unire dei puntini di consapevolezza raggiunti a grande fatica e che in quel luogo magico e con quelle persone speciali mi ha permesso di fare un ulteriore passo verso me stessa.Carlo Taglia e il viaggio Vagamondo

    Ho provato una connessione profonda con delle persone appena conosciute grazie agli esercizi e ai giochi tenuti da Carlo Taglia (Vagamondo).

    meditazione e yoga con Jacopo PennisiHo testato il mio corpo e la connessione con esso grazie a Jacopo Pennisi (Jacontheroad) grazie alle sue lezioni di yoga mattutine e la meditazione serale, che non avevo mai provato prima, e che è riuscita a farmi sentire oltre il corpo, in una dimensione astratta e priva di continui pensieri e rumori mentali.

    contact danceHo compreso che il contatto fisico del mio corpo con il mondo e con le persone può essere pura magia e che permette di andare oltre a quello che fino ad allora avevo immaginato. Questo grazie alle lezioni di contact dance fatte da Olivia (oliviaalkimiyaalkimiya_firearts)

    Insomma ho rimesso a suo posto, quello vero e sincero, molte cose: me, le persone, i rapporti con gli altri, gli abbracci.

    Ho anche imparato cosa significa ballare senza giudizio, muoversi chiudendo gli occhi senza pensare di doverlo fare in qualche modo per forza, ma ascoltandosi e lasciando che il corpo vada dove davvero vuole andare e si muova anche in modo goffo o insensato, ma libero! Questo grazie all’ecstatic dance provata grazie a Carlo Taglia (Vagamondo) e Jacopo Pennisi (Jacontheroad).

    io con Olivia Mancino io con jacopo Pennisi e Carlo Taglia

    Come mi sono sentita rispetto a mia figlia? Ho avuto nostalgia

    La settimana è stata praticamente tutta vissuta in modo sereno, tranne un giorno, il terzo. Dove mi sono svegliata con una nostalgia incredibile e ho pianto praticamente tutta la mattina pensando a mia figlia.

    Mi sono presa  qualche ora in solitudine per far scorrere quelle lacrime che premevano già mentre praticavo yoga. Le ho fatte fluire, mi sono liberata.

    Non erano lacrime di dolore, era semplice nostalgia della mia bimba.

    Cosa mi sono portata a casa da questa esperienza solo ed esclusivamente mia.

    Durante l’ultimo cerchio che abbiamo fatto, e da cui siamo dovuti scappare per riuscire ad arrivare in aeroporto in tempo ho pianto.

    gruppo etna therapy 2022

    Ho pianto lacrime di emozioni raccontando quello che era stata per me quella esperienza, e mentre scrivo piango ancora. Non lacrime di tristezza per la fine dell’esperienza, ma lacrime di emozioni bellissime, forti e meravigliose che avevo accumulato in quella settimana e che erano talmente intense da non riuscire a rimanere dentro di me. E così con la voce rotta ho detto quanto per me sia stato importante decidere di partecipare all’Etna Therapy, quanto sia stato importante partecipare a tutte le attività proposte, parlare con diverse persone tutte in qualche modo collegate da qualcosa di affine, conoscere finalmente dal vivo Vagamondo, conoscere Jacopo, anima stupenda, conoscere Olivia una donna pazzesca che con la sua semplicità e decisione mia ha dato moltissimo.

    mamma e donna esperienza in ritiro

    Per non parlare di tutti i volontari, una scoperta dietro l’altra. Di quanto anche loro avessero da dare e di quanto mi hanno fatto scoprire.

    Cosa mi porto da questa esperienza? Talmente tanto che credo continuerà a vivere in me per sempre. Ma soprattutto mi porto connessione, amore e trasformazione e un gruppo che ancora oggi continua ad essere unito e condivide bellezza.

    Benedetta (mamma separata di Chloe)

  • Genitori separati in vacanza insieme.
    Siamo separati da 3 anni e mezzo e per la prima volta abbiamo passato 5 giorni, nelle vacanze di Pasqua, insieme. Con questa modalità è stata la prima esperienza da quando ci siamo lasciati. In viaggio insieme tutti e tre. Una piccola vacanza di qualche giorno per passare del tempo assieme e goderci la nostra isola. Ognuno aveva la sua camera e nostra figlia Chloe ha dormito 3 notti con la sua mamma e 2 notti con il suo papà. La mattina si svegliava tutta felice, apriva la porta dello studios che avevamo prenotato e andava a bussare alla porta dell’altro per vedere se era già sveglio. A parte nostra figlia che era molto felice di averci entrambi, per noi genitori separati come è stata questa esperienza in vacanza insieme?

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    Ti racconto la prima vacanza da separati con la madre di mia figlia

    È stato stupendo passare del tempo con la mia famiglia di origine negli anni in cui ero piccolo . Ne ho un ricordo talmente tanto vago, di mio padre e mia madre insieme, che ad oggi non riesco neanche più a vederlo come qualcosa di vissuto in prima persona ma solo come un sogno, quasi incantevole. Quest’anno, abbiamo fatto qualcosa io e Benedetta e Chloe che a molti risulta essere strano, risulta essere qualcosa forse privo di senso a tratti, inconsueto. Siamo separati e abbiamo passato le vacanze di Pasqua tutti e tre assieme come una vera famiglia. Alcune persone mi hanno chiesto: “ma perché non tornate insieme?”. Alcune persone hanno dubbi che possa essere successo qualcosa in quei giorni o addirittura alcuni, credono possa essere accaduto in questi tre anni tra me e Benedetta. Alcune persone probabilmente, non sanno che quando si ha una figlia e si decide di separarsi, per quanto dolore ci sia, si è presa una scelta. Non si può deviare il percorso pratico ne quello estetico della scelta stessa, proprio per l’amore che si ha nei confronti della propria figlia. Io e Benedetta stiamo bene insieme ma da genitori separati e da amici che si sostengono. figlia di genitori separati Io Benedetta e Chloe, insieme a tutte le persone che ci sono intorno, siamo una famiglia unita. Unitissima. Stiamo cercando ogni giorno, ogni istante, ogni secondo, un equilibrio per il benessere di tutti noi ,non solo quello di Chloe . Siamo sicuramente fortunati e rispetto a tanti altri abbiamo avuto il coraggio della scelta. Scegliere non è un’attitudine di tutti anzi, a volte, è proprio quella scelta che porta ad avere confusione perché non si è in grado di prenderla. Io lo sono stato in molte occasioni, non in questa. Detto ciò non voglio criticare nessuno poiché ognuno è libero di fare ciò che vuole ma quello che dico con estrema serenità è che questa” vacanza inaspettata”, ha donato a tutti e tre un nuovo binario e una nuova avventura da percorrere ancor più convinti della Nostra scelta. Emanuele (papà separato di Chloe)

    Ti racconto la prima vacanza da separati con il padre di mia figlia

    Negli ultimi due anni abbiamo fatto le vacanze nella stessa isola. A volte in periodi diversi e a volte con un periodo insieme, ma mai nella stessa struttura. Quest’anno per la prima volta siamo stati 5 giorni veramente in vacanza assieme. Passando 5 giorni sempre assieme. Tranne la notte chiaramente. Lo abbiamo fatto perché dopo questi anni di separazione abbiamo raggiunto una stabilità come genitori che ci ha permesso di provarci. Chloe ne era entusiasta e devo dire che a noi è servito moltissimo per osservarci a vicenda e parlare dei diversi modi che abbiamo con lei, oppure per goderci i momenti con lei senza perderceli per colpa dei giorni suddivisi tra di noi, per rivedere amici in comune assieme e per vivere una avventura che è stata impegnativa, ma indubbiamente costruttiva. figlia di genitori separati in vacanza assieme Io e il mio ex abbiamo avuto dei momenti di tensione, che abbiamo prontamente sciolto ironizzando l’uno sull’altro. È stata una bella prova provare a condividere così tanti giorni insieme nonostante la separazione. La cosa più complicata è stata quella di non diventare giudicante o di evitare di intervenire in momenti dove io avrei gestito Chloe diversamente.  Abbiamo comunque parlato di cosa pensavamo, ma senza giudizi o scontri. Cercando per quello che era possibile di creare una discussione costruttiva e scambiando opinioni. Benedetta (mamma separata di Chloe)