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mamma papà genitori separati

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  • Spaccati reali di vita da genitori separati
    L’altro giorno il papà di Chloe, nei sui giorni con la figlia, mi dice che Chloe è di nuovo raffreddata e con la tosse. Venerdì la terrà a casa. Io aspetto, so che sta per arrivare… Ecco il messaggio vocale in cui dice che la può tenere fino a pranzo…forse. Io gli rispondo che ho un impegno già fissato a pranzo e che quindi deve tenerla fino dopo pranzo. Lui mi dice che ultimamente ho un modo molto brutto nei suoi confronti e che magari dopo ne parliamo al telefono. /*! elementor – v3.10.1 – 17-01-2023 */
    .elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=”.svg”]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block} mamma separata che litiga con l'ex Mi fermo e ascolto. Si ha ragione, ultimamente sono più secca e diretta. Prendo il telefono e gli mando un vocale dove, per prima cosa, mi scuso per il modo e gli dico che sicuramente ne parleremo perché abbiamo sempre avuto un ottimo dialogo e continueremo ad averlo e poi… Gli spiego il motivo per cui ho detto le cose in quel modo (non per avallare il mio modo, ma per portare la discussione sul problema). (questa era la mia faccia, ma le parole le ho scelte con cura, sul tono non assicuro nulla) Non voglio entrare nei dettagli di quello che ancora oggi dopo quattro anni non va bene tra noi e nella gestione di una figlia insieme. Il mio scopo, con questo articolo, è di far capire che nemmeno nelle coppie genitoriali come la nostra è tutto perfetto. Ci sono problematiche ancora irrisolte, ci sono situazioni che ancora non riusciamo a gestire meglio di come facciamo. Eppure noi facciamo i genitori insieme, ci ascoltiamo, ci mordiamo la lingua quando sappiamo non uscirebbe nulla di buono e cerchiamo successivamente di affrontare l’argomento a mente fredda per trovare una soluzione. Quando invece non ci riusciamo e ci scappa una parola di troppo, un modo maleducato o altro,  lo si fa presente e ci si scusa. Perchè quello che stiamo facendo insieme, a prescindere  dai problemi, è crescere insieme questa bimba qui. figlia di genitori separati La co-genitorialità esiste nelle coppie unite e nelle coppie separate. L’importanza di fare i genitori insieme è talmente forte da aver la voglia di fare quello sforzo in più e cercare di comunicare nel modo adeguato o nel modo migliore possibile, anche quando la situazione non è delle migliori.  E’ facile? NO. Ne vale la pena? Assolutamente si.  Ne abbiamo parlato in altri articoli. Il padre o la madre dei tuoi figli rimarrà per sempre, perché farsi la guerra? Non è meglio trovare un modo di fare i genitori insieme? Potrebbero interessarti anche questi articoli:
  • Il Natale nelle famiglie separate
    Ci siamo: sta arrivando quel periodo dell’anno…le feste natalizie. Non sempre è un bel periodo per i genitori separati e i loro figli. Ci sono i giorni alterni, chi passerà il Natale alternati tra mamma e papà ogni anno e chi riesce a passare quei giorni insieme. Ci saranno a volte dei genitori che passeranno magari il primo Natale senza i loro figli. Insomma è un periodo davvero molto delicato per tutti questo. Per questo motivo ho pensato di fare un video che ho condiviso su Youtube per dirti alcune cose. mamma separata Se lo vuoi vedere clicca qui sotto https://youtu.be/jcVSTfQPkfc Poi ci sono loro: i bambini e il loro entusiasmo verso questo giorno tanto atteso e pieno di magia e fantasia. I bambini lo sanno vivere, a prescindere in modo unico e speciale, certo devono un pò essere aiutati da noi a non perderne la magia. Anche se sono in famiglie separate hanno diritto a passare questo periodo in modo sereno e gioioso L’anno scorso avevo scritto un pensiero riguardo alle festività per parlarvi della magia del Natale. Puoi leggere l’articolo qui “la magia del Natale nelle famiglie separate” E se per diversi motivi avete perso un pò quella gioia e quella spensieratezza…fatevi contagiare da loro. Oppure pensate a come sia giusto farlo vivere a loro e abbandonate le guerre, deponete l’ascia e finalmente vivete il presente senza farvi influenzare da quello che non è più il presente. A volte lasciar andare il passato più aiutare a migliorare il proprio presente. La vita è nostra e possiamo scegliere ogni singolo giorno come viverla. Intanto ti auguro buone feste, ma rimani connesso su Instagram che ti faremo gli auguri anche quel giorno e ti chiederemo come sta andando il tuo Natale. Un abbraccio Benedetta di Famiglia Inaspettata
  • La loro storia potrebbe essere la nostra o, peggio, quella dei nostri figli
    Venerdì, un pò per caso (anche se devo dire grazie ad una amica), sono venuta a conoscenza dell’associazione papà separati milano. Così quel giorno mi hanno invitata a partecipare, assieme a loro, alla audizione del Coordinamento nazionale dei figli di genitori separati a Strasburgo nella sede europea del Parlamento. Grazie a questo invito ho avuto la possibilità di ascoltare storie molto diverse dalla nostra. Raccontate da altri genitori separati e da figli di genitori separati. Ho conosciuto padri, madri e ragazzi con storie difficili, dolorose ma che erano tutti lì per portare avanti una battaglia: la loro e quella di tutti gli altri che si sono trovati a vivere, a volte,  in un incubo. Non sarò io a raccontarvi le loro storie. Ma se vorrete potrete leggere voi stessi le parole scritte da Giada (figlia di genitori separati) che ha subito un allontamento coatto dopo che il padre si era rivolto agli assistenti sociali per chiedere aiuto. Trovate invece sul sito dell’associazione quello che, i figli di genitori separati, chiedono e che hanno portato in Parlamento martedì 22 novembre. Per me essere presente è stato importantissimo per milioni di motivi. Primo tra tutti l’obiettivo che ha il manifesto dei figli di genitori separati. Poi per comprendere meglio situazioni riguardanti la separazione molto lontane dalla mia, ascoltare le parole e le loro storie, tutti diverse tra loro ma unite da una cosa: l’enorme amore per i figli e la volontà di migliorare la loro situazione e quella degli altri. Sono tornata da questi due giorni colma di emozioni che non ci stanno più dentro di me e che sto cercando di far sedimentare piano piano. Ma c’è una cosa che non mi fa smettere di piangere: e se al loro posto ci fossi stata io o Emanuele? E se al loro posto ci fosse stata mia figlia Chloe? Io credo che ognuno abbia la sua personale storia e battaglia nella vita, ma che dopotutto le loro storie sono anche un pò le nostre e quelle dei nostri figli. Quindi voglio ringraziare profondamente l’associazione papà separati milano per avermi portato con loro e back to mum per la forza che ha nel portare avanti la sua battaglia per lei, i suoi figli e tutte le altre persone che purtroppo hanno situazioni simili alla sua. Qui sotto potete trovare il loro sito Associazione papà separati Milano Back to mum: cammino fino a voi diretta instagram dal parlamento europeo
  • Come gestire da soli i figli nella quotidianità

    Imprevisti, malanni, to do list infinite, e tanto altro, tra cui magari anche una vita privata, magari!

    Come riuscire a gestire tutto quando si è da soli e con figli?

    Proviamo a rispondere a questa richiesta di una nostra follower di Instagram.

    bambina che gioca

    Creare delle abitudini

    Lo sappiamo che con i figli non sai mai come andranno le cose. 

    La quotidianità con i suoi orari di ingresso a scuola/asilo o altro, il lavoro, le attività extra, gestione della casa, etc.

    Ci si alza la mattina e il inizia la corsa contro il tempo, poi magari i figli non hanno voglia di vestirsi, vogliono giocare con noi, temporeggiano quando c’è poco tempo.

    E così si arriva trafelati e nervosi ad uscire di casa di corsa.

    Io ho risolto questa parte creando delle abitudini attraverso un compromesso tra me (e quindi i tempi limitati che ho) e lei con le sue esigenze di bambina.

    La nostra routine mattiniera inizia molto presto.

    Chloe si sveglia mediamente dalle 6:30 alle 7. Questo non è qualcosa che apprezzo, ma ne ho trovato il lato positivo: lei riesce a fare tutto quello che vorrebbe prima dell’orario in cui dobbiamo uscire.

    Infatti ci alziamo, facciamo colazione assieme, ci laviamo e vestiamo e poi si passa all’attività che vuole fare: a volte un pò di cartoni altre giocare con me.

    Il senso della routine è quello di creare l’abitudine dove i bambini sono a conoscenza di quello che sta succedendo e succederà e dove possibilmente abbiano i tempi diluiti per dare spazio alle loro necessità da bambini.

    Organizzarsi.

    L’altro punto assolutamente necessario è organizzarsi nel miglior modo possibile in base al tempo che si ha a disposizione e anche in base a quelle che sono le nostre preferenze. (Io per esempio odio cucinare)

    La spesa cerco di farla per la settimana intera e per non perdermi nulla segno, ogni volta che mi accorgo di quello che mi serve, una lista della spesa. Così il giorno in cui vado tendenzialmente non dimentico nulla.

    Cerco anche di comprare più quantità per le cose in cui è possibile farlo, come pasta, sugo, latte, biscotti.

    mamma organizzata

    Non amo cucinare, l’ho detto?

    Quindi tendo a preferire piatti semplici e veloci. Non mi metto a immaginare di fare chissà che piatto, che mi porterebbe a dover comprare gli ingredienti, e passare poi del tempo per cucinare… so già che per me non sarà un momento piacevole.

    Ho poco tempo libero quindi evito di inserire cose che odio fare.

    Piano B, C e D

    Avere sempre o il più possibile un piano di riserva per gestire le emergenze e le eventuali malattie dei figli.

    Cosa comprende il piano B, C e D? 

    Una lista di persone che si possono contattare per chiedere aiuto;

    Idee e attività da far fare a casa nel caso non si trovi nessuno che tenga i figli al posto nostro;

    Dose enorme di pazienza e gestione della frustrazione per i piani andati in fumo e la sensazione di essere nella merda totale.

    mamma separata che esce

    Questione di mindset

    Quello che manca per gestire in solitaria dei figli e se stessi credo sia la mentalità e la prontezza di spirito. Quello che va tanto di moda chiamare Mindset.

    Perché tutto si basa sul:

    so esattamente cosa devo fare oggi, ma non come, se e quando lo farò perché ho dei figli  sono sola o solo e tutto può capitare.

    La prima accortezza è prendersi cura di se stessi. Noi siamo la cosa più importante, perché se crolliamo noi è davvero la fine. 

    Quindi evitiamo di rinunciare alla nostra vita personale per sensi di colpa, o perché pensiamo non sia necessario.

    Lo è! 

    É importante essere sereni, appagati, riposati, felici e gioiosi.

    Poi arriva la gestione delle emozioni. Sappiamo che le cose possono cambiare da un secondo all’altro.

    Pianti improvvisi quando siamo stanchi morti, parole dure che riceviamo, paura di fare sempre qualcosa di sbagliato etc etc.

    Imparare a gestire i momenti più complessi riguardo alle emozioni che ci sovrastano è importantissimo.

    Ognuno di noi è importante che trovi il proprio modo per ascoltarle, sfogarle senza ledere su altri e poi proseguire nella gestione dei figli.

    Per fare questo c’è bisogno di grande ascolto di se stessi e grande consapevolezza. 

     

    Essere genitori è una delle prove più difficili della vita. Se poi non abbiamo un compagno o una compagna a fianco che ci supporta, sopporta e ci da il cambio forse lo è ancora di più.

     

    Se hai altri spunti o esperienze che vuoi condividere puoi scriverci a info@famigliainaspettata oppure commentare l’articolo.

    Spero di averti dato un contenuto interessante

    A presto 

    Benedetta (famigliainaspettata)

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  • Cosa succede quando una relazione finisce?

    Dipende da chi si è tra i due. Quellə che ha lasciato o quellə che ha subito la scelta.

    Dopo Emanuele ho avuto altre relazioni e sono stata in entrambi i ruoli: sono stata quella che ha deciso di concludere la relazione, ma sono stata anche quella che ha subito la scelta dell’altro.

    In entrambi i casi ci sono stati effetti anche su di me.

    Ho sofferto perché, forse non ci mettiamo mai nei panni dell’altro/a ma, anche chi lascia soffre.

    relazione finita

    Come gestisco questo momento?

    Quello che faccio sempre, e non solo nelle relazioni, è osservarle dall’alto. Come se fossi esterna per capirne le dinamiche, darmi risposte e far sì che abbiano un senso nell’essere arrivate e soprattutto nell’essere finite.

    Anche quando sono stata lasciata, nonostante sia stato tremendamente doloroso, dopo il tempo usato per affrontare e vivere quel dispiacere, ho osservato la relazione con uno scopo: quello di darle un senso.

    E il senso è arrivato, molto forte.

    Nella mia ultima relazione ho trovato una cosa che avevo perso tempo fa, quando il mio sogno era stato distrutto da un ritorno in Italia e dalla fine della mia relazione con il papà di mia figlia: la speranza e la voglia di avere nuovamente una relazione piena.

    Il desiderio di condividere la quotidianità con qualcuno, di affrontare i giorni assieme e di convivere.

    Lo avevo perso questo desiderio. Non credevo mi appartenesse più. Ero arrivata a pensare di non voler più nemmeno immaginare una casa insieme, lo svegliarsi tutte le mattine nello stesso letto, l’unire diverse persone sotto lo stesso tetto e creare una nuova famiglia, allargata.

    Le conseguenze 

    Anche se ho dovuto lottare con la fatica di separare quello che siamo stati durante la relazione con quello che è arrivato dopo: l’assenza, la freddezza, il non sentirsi più speciali per quella persona.

    Anche se ho lottato con la fatica di accettare una scelta che io non avrei fatto in quel momento.

    Anche se mi sono ritrovata per nulla pronta a lasciar andare quello che era per me la relazione.

    Ho comunque colto quello che mi aveva dato.

    il dolore di una relazione che finisce

    Le persone che mi sono attorno mi dicono spesso:

    “ma tu sei forte”

    “riesci a tenere nella memoria le cose belle e lasci andare quelle brutte”

    Sono forte? Non lo so, sono sicuramente determinata a non perdere me stessa per nessun motivo.

    Ricordo tutto in realtà, anzi spesso per riuscire a lasciar andare, quello che cerco di fare è proprio il riportarmi alla realtà attuale, per quanto dolorosa.

    Mi permette di vedere le cose come stanno ora e di comprendere, con il tempo giusto di cui c’è bisogno, che quel rapporto c’è stato, era reale, ma è cambiato…semplicemente è cambiato.

    difficoltà da affrontare alla fine di una relazione

    Il momento più difficile

    Quello che trovo più difficile è il mantenere la mia autostima nonostante tutto.

    Nonostante il fatto concreto di non essere stata scelta, nemmeno questa volta.

    Nonostante la realtà del ritornare al prima della relazione dove non ero tra le prime persone a cui si scrive la mattina.

    Nonostante abbia perso il desiderio dell’altro di vedermi e trovare un modo per farlo a prescindere dagli impegni.

    Insomma, lotto con il sentirmi “nulla” e il tornare consapevole di essere “speciale”

    Questa per me rimane ancora oggi la cosa più complicata da elaborare dopo la fine di una relazione.

    Quel volta faccia devastante che ognuno di noi ha sicuramente subito una volta nella vita e che ci lascia sempre senza fiato e a pezzi da ricostruire.

    Ma dopo che si è ricostruito, mi chiedo, si riuscirà ad avere il coraggio per il prossimo incontro speciale?

    Altra domanda che mi faccio: cosa ne faccio di quel rapporto con questa persona? Lo tengo e lo trasformo oppure lo lascio andar via facendo in modo che rimanga solo un flebile ricordo e mi tengo solo la mia consapevolezza?

    Inizio a non avere più queste risposte. Al momento scelgo di lasciar andare, ma chissà potrei cambiare idea un giorno.

    Se non ci segui sui social ti avviso che ho iniziato a fare delle dirette sulle relazioni con la dott.ssa Julia Marini. Le puoi trovare sia sui social che sul suo canale youtube.

     

    Benedetta Petralia (famigliainaspettata)

    “Quelli che non cambiano mai le proprie opinioni amano se stessi più di quanto amino la verità”

    Joseph Joubert