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Sono qui nella mia piccola casa a scrivere ad una carissima amica i miei pensieri più profondi. Quelli che hai paura di dire ad alta voce perché non sono realizzabili e perché dopotutto non vuoi che si realizzino nemmeno tu.

Intanto ripercorro i miei ultimi 5 anni. Da quando ero una ragazza che viveva una vita normalissima ad ora che sono una Donna e mamma single.

Maggio 2016

Era primavera e dopo una relazione di tantissimi anni e un bambino voluto tanto e mai arrivato mi lascio senza alcun ripensamento. Era stata una bellissima storia d’amore. Quelle dove anche i difetti dell’uno e dell’altro non pesavano perché ci si rideva sopra.

8 anni filati quasi sempre lisci come l’olio.

Quando sono cambiata

Poi il risveglio. Lo chiamo così perché, dopo la fine di quella relazione, è come se avessi aperto una porta dentro di me che tenevo chiusa per paura, per poco coraggio.

Avevo sempre immaginato la mia vita diversa e non avevo mai avuto il coraggio di cambiarla.

Ero una ragazza, a detta di tutti, con le palle. Ma in realtà fino ad allora i contro coglioni non li avevo ancora tirati fuori.

A volte nella vita per lanciarsi nell’ignoto si deve avere una mano da tenere. E io quella mano l’ho trovata poco dopo la fine della mia relazione “andata liscia come l’olio”.

Un Uomo vissuto con mille vite alle spalle e l’istinto primordiale in superficie che gli permetteva di muovere i suoi passi nella vita senza pensare alle conseguenze.

Colpo di fulmine.

Facciamo la nostra prima vacanza assieme andando nel posto dove avevo passato le mie ultime 5 vacanze. Ma quella vacanza è stata totalmente diversa. La vivo con una libertà che mi ricorda le mie estati in Sardegna dove passavamo le sere e le notti fino all’alba davanti ad un falò a cantare, suonare e parlare della vita.

Sicilia, Villa sul mare con amici vari, ma io e lui in tenda sulla spiaggia di fronte a casa a svegliarci la mattina e lanciarci in mare ancora mezzi nudi dopo esserci vissuti tutta notte. 2 ore di sonno alle spalle e io che arrivavo a sera morta e addormentandomi seduta mentre gli altri bevevano l’ennesimo drink.

In quella vacanza capiamo di avere un sogno in comune: vivere al mare e in modo diverso, più rilassato, con più tempo per sé stessi, per i veri dialoghi, per la vita vera: quella che è perennemente a contatto con la propria anima e non quella che ti porta anni luce lontano da chi sei senza nemmeno che tu te ne accorga.

Diventare madre

Gennaio 2018

Mi sto preparando per andare in ospedale. Nostra figlia nascerà con parto cesareo programmato. Domani.

ultimo giorno di gravidanza

Mi osservo con quel pancione enorme e un fisico che manco da ragazza avevo. L’aria di mare e di Corfù aveva scolpito il mio corpo nonostante la gravidanza.

Osservo e penso alla mia vita fino a quel momento. Da domani cambierà completamente. Non ho in realtà la minima idea di quanto cambierà, perché si sa, nessuno può immaginarlo fino a quando non diventa davvero genitore.

Ma sono felice. Mai avrei pensato di dirlo fino a qualche anno fa, sono felice di aver cambiato vita prima di diventare madre. Non avrei mai voluto far vivere mia figlia in un mondo come quello di Milano.

E allora le cose come sempre prendono forma. Tutto sta andando esattamente come doveva andare. Due anni fa lottavo per diventare madre con il mio ex, soffrendo come un cane mentre ogni mese arrivava il ciclo. Così per due anni.

Doveva andare così. Non dovevo diventare madre lì, ma qui in questa isola. In un luogo vero reale dove le persone sono umane, dove conosci i vicini di casa e se ti vedono in crisi per strada si avvicinano e ti chiedono se hai bisogno di qualcosa, se va tutto bene.

Come si fa a mettere al mondo un’altra persona sapendo quello che vivrà in quel posto? Non so, ma lo volevo fare anche io. Fino a poco prima non avevo alcun dubbio sul farlo, anzi non vedevo l’ora. Poi le cose cambiano.

La scelta di cambiare vita

Novembre 2016

Partiamo per la prima isola scelta per un eventuale trasferimento: Corfù

La Grecia. Ogni volta che parlavamo della possibilità di andare a vivere in Grecia la gente storceva il naso. Ma sono in crisi, cosa diavolo pensate di fare lì?

Arriviamo e la giriamo praticamente tutta avidi di conoscerla il più possibile, in attesa di capire se ci potrà bastare. Ci innamoriamo delle meraviglie della natura che offre (scorci e paesaggi incredibili), delle persone, di tutto. Il nostro istinto sceglie per noi. Andremo a vivere a Corfù.

Torniamo nella nostra grigia e amata Milano sognando la nostra nuova vita.

Ci organizziamo, parliamo con amici e parenti. Avviso la mia azienda del mio progetto e trovo un’empatia che non immaginavo: una multinazionale, dove lavoravo da 11 anni con contratto a tempo indeterminato, che da circa 5 anni continuava a tagliare personale e mandare il lavoro all’estero. Salvo un posto di lavoro lasciando il mio, io invece salvo me stessa da questo modo di vivere che non mi appartiene più.

(Come sono cambiata, anche solo rispetto ad un anno fa, dove piangevo per il rischio di perdere il mio lavoro fisso)

La gente mi guarda con ammirazione o forse con stupore. Ma chi sono? Dove è finita la Benedetta di prima. Non esiste più, o forse è solo uscita dalla sua crisalide per spiccare finalmente il volo in modo totalmente libero da tutte le sovrastrutture che la vita le aveva creato.

Il cambio di vita diventa reale

Luglio 2017

Penultima sera a Milano.

I pallet con le nostre cose sono stati spediti, arriveranno in poche settimane nella nuova casa affittata. Abbiamo scelto un villaggio a 3 km dal mare. In una delle zone più belle dell’isola a mio parere.

 

la vista da casa

La vista al risveglio sembra un miracolo. Una distesa di verde con i colori accesi che riempie gli occhi di meraviglia e ti fa comprendere quanto sia bello il mondo e la natura.

 

Vogliamo vivere la vera vita dell’isola e il villaggio ci è sembrata la scelta migliore tra le 15 case che abbiamo visto dislocate per tutta l’isola.

Andiamo al concerto di Niccolò Fabi. Un saluto migliore alla nostra vecchia vita non ci poteva essere perché tutte le sue canzoni ci avvicinavano sempre più a quello che abbiamo scelto: vivere profondamente, vivere senza schemi. Vivere la vita vera.

Scoprire di aspettare un figlio

Maggio 2017

Scopro di essere incinta meno di un mese dopo aver lasciato il mio fantastico tempo indeterminato. Un mese prima della nostra prevista partenza per Corfù.

Terrore: e ora? Avevo immaginato di andare lì, trovare un lavoretto e imparare la lingua con calma. Ora mi ritrovo incinta, con una nuova vita da costruire, nessun parente, nessun amico con cui parlare dal vivo. Sola, con una bimba che cresce in grembo e un compagno che combatte con i suoi fantasmi.

Ottobre 2017

Passo giornate a piangere, saranno gli ormoni? No. Mi sento in gabbia.

Legata ad un uomo che non ha stabilità emotiva, che in realtà libero non è. È legato ai suoi buchi emotivi e che ogni volta che sembra essere tutto perfetto crolla. E assieme a lui cerca di portare me.

Mi sento sola. Sono ancora più sola di prima.

E saremo sole in due. Io e mia figlia.

Il nostro sogno, o forse no.

Maggio 2018

Chloe ha 4 mesi. Viviamo in un luogo magico. Siamo circondati da persone davvero speciali e rare.

Lei è una bimba sorridente, felice, ha la voglia di vivere che sprizza da tutti i pori.

La mattina ci svegliamo io e lei e andiamo in spiaggia. Stiamo lì fino alla merenda e poi torniamo a casa dove Ema si sta esercitando con la batteria. Ha deciso che tutte le mattine le usa per studiare. E così noi ci adattiamo.

Pranziamo, pisolino e poi andiamo tutti assieme al mare.

io e ChloeLa nostra vita sembra perfetta.

Abbiamo un orto enorme (a discapito di quello che pensava il nostro vicino) abbiamo pomodori di ogni tipo per tutti. Li stiamo regalando, ci stiamo facendo barattoli di sugo, poi ci sono le zucchine, l’insalata e non ricordo casa altro. La coppia cittadina ha stupito tutti.

Mangiamo solo il pesce che Ema riesce a prendere direttamente dal mare.

Io, intanto, studio greco con una ragazza su skype e mi creo la mia attività qui. Per ora abbiamo in gestione due appartamenti da affittare. La stagione è iniziata a Pasqua e io, ogni volta, mi presento al loro arrivo con Chloe nella fascia, sempre e rigorosamente senza cappellino prendendomi i cazziatoni dal signore che si occupa delle pulizie, chiaramente parla solo greco e io ne capisco la metà, ma forse è meglio così (si sa le mamme sono suscettibili quando le tocchi sul come loro decidono di essere madri)

Le favole non esistono

MA

Sembra tutto perfetto, ma non lo è.

Siamo infinitamente soli. Ema è solo, io sono sola.

Le cose non vanno bene.

Manca qualcosa. Abbiamo perso qualcosa per strada… o forse non era reale.

Cosa pensavo di fare? Di risolvere i buchi emotivi di un’altra persona solo con l’amore, con le parole, con i discorsi?

Svegliati Bene! Non puoi farlo. Non è giusto e soprattutto non funziona così.

L’amore non basta.

L’amore non guarisce.

Le favole non esistono.

Consapevolezze raggiunte

Agosto 2021

Ora a distanza di più di due anni da quando io e Ema ci siamo lasciati ho capito molte più cose.

Incredibilmente, e credetemi non ho idea di dove abbia trovato la forza, ho cambiato totalmente lavoro studiando tantissimo e lavorando tra un minuto libero e l’altro, ma soprattutto ho elaborato il “lutto” della mia storia magica finita nella spazzatura.

Sono libera, e cavolo se lo sono. Nessun legame fisso, nessuno che gironzola per casa oltre a mia figlia. Nessuno che riesce a farmi pensare di nuovo che invece si, le favole esistono, ma la fine non è  “… e vissero felici e contenti” ma è “.. e si cercarono e si ritrovarono ogni giorno per il resto della loro vita”.

Buona favola a tutti voi che avete avuto voglia di leggermi fino a qui.

Di consapevolezze ne ho raggiunte, ne raggiungerò, ne raggiungeremo.

Ogni pezzettino in più farà si, che un giorno, ognuno di noi, avrà scritto la sua personale favola.

O forse è meglio chiamarla Vita.