Ho vissuto tantissimi anni parando colpi, mettendo pezze a problemi più grandi di me, ad evitare traumi e schivare cattiverie. Anni in cui gli eventi della mia vita avevano il sopravvento su di me e mi inibivano, spesso paralizzandomi.

Durante tutti questi anni io sono sopravvissuta. Non prendevo mai la scelta di direzionare le mie energie verso qualcosa di mio e di migliorativo per me.

Mi facevo trasportare e vagavo nella vita senza chissà quali obiettivi. Il più grande che avevo era quello di avere meno problemi possibili, ne stavo già gestendo troppi per i miei gusti.

Per me ogni evento difficile o traumatico è come se avesse bloccato il tempo.

Il tempo si è fermato diverse volte.

La prima che ricordo è stata quando ho preso una nota per non aver portato a scuola un quaderno che mia madre mi aveva nascosto. Ero alle elementari.

Soffriva di esaurimenti nervosi ed era in una fase particolare.

Il secondo, a memoria, è stato quando ho dato il primo bacio ad un ragazzo solo per dire di averlo dato.

Il terzo quando abbiamo ricevuto la chiamata dalla Sardegna: “Romano ha avuto un malore mentre andava a cavallo. Stiamo aspettando l’ambulanza”. Quella volta tutto si è fermato per parecchio, perché dopo 3 giorni mio padre è morto mentre io e mia sorella Federica stavamo andando da lui.

Ad aspettarci all’aeroporto di Cagliari c’era mia sorella maggiore Cristina, mia madre era andata via il giorno prima per sistemare alcune cose sapendo che sarebbe andata così. Non riesco nemmeno ad immaginare come possa essere stato per mia sorella doverci dire, appena scese dall’aereo, che il papà non ce l’aveva fatta.

Noi eravamo partite con cassette, video e molto altro per provare a svegliarlo dal coma con ricordi della sua infanzia e di noi da piccole.

La quarta volta che ricordo è stato quando ho scoperto di essere incinta a 16 anni.

Anche quella volta il tempo si è fermato parecchio, fino al giorno in cui ho avuto l’intervento di interruzione di gravidanza. Questa scelta me la sono portata dietro per moltissimi anni, subendola invece che affrontando la vita. (ne ho parlato in un post su Instagram libera di abortire)

Eventi paralizzanti della vita

Ce ne sono stati molti altri di eventi che mi hanno paralizzato nella vita rendendomi temporaneamente passiva a ciò che succedeva e bloccandomi.

Alcuni di questi me li sono trascinati per moltissimi anni, altri per periodi più brevi.

Mi sembrava di non avere mai la possibilità di scegliere per colpa di ciò che accadeva.

Subivo continuamente scelte altrui, dinamiche familiari disfunzionali ed eventi dolorosi.

Ed io in tutto questo annaspavo cercando lo spiraglio per respirare ogni tanto.

Fino a quando sono arrivata a separarmi e mi sono trovata da sola con una bambina di un anno.

In questo caso però, non ho avuto la possibilità di stare ferma, e questo, in realtà, mi ha salvata da tutti i futuri possibili eventi paralizzanti che mi sono successi, come la morte di mia madre nel 2020.

Ad un certo punto io ho scelto di vivere e di non subire le “ingiustizie”

Scegliere consapevolmente

Ognuno di noi porta con sé un vissuto pesante.

Ognuno di noi lo affronta e lo vive come riesce e come gli viene insegnato.

C’è poi un momento in cui capita qualcosa che ci fa cambiare rotta.

Non c’è un momento giusto e uno sbagliato. Succede e basta.

Poteva capitare prima? Non credo. Bisogna arrivarci pronti per iniziare a scegliere in modo consapevole.

E così ad un certo punti ci si divide in due modalità:

Chi sceglie di elaborare gli eventi della propria vita e iniziare a scegliere,

e chi continua a portarseli dietro a volte usandoli come uno scudo altre volte come una scusa.

Benedetta