Il divorzio visto dagli uomini

Articolo a cura di Marco Iannacone

Parliamo di divorzio. No, non con la musica strappalacrime in sottofondo e i fazzoletti pronti. Anzi, cercheremo di fare esattamente il contrario 😉 

Noi divorziati siamo una razza strana capita spesso che siamo anche gente interessante. Dico sul serio! Dopo il divorzio, spesso ci si apre un mondo: siamo persone che fanno cose, che vivono esperienze, che si reinventano. Eppure, a me capita spesso questa scena quando mi presento a qualcuno di nuovo.

Si scambiano due chiacchiere, parlo delle cose che faccio, dei miei interessi, magari di qualche viaggio recente o del mio ruolo di padre. Insomma, la conversazione è interessante, anche l’altra persona si apre e racconta un po’ di sé. 

Poi, nel discorso mi viene chiesto se sono sposato e io semplicemente (e con orgoglio) rispondo che sono divorziato. E lì, un leggero cambio di espressione e l’immancabile: “Ah, mi spiace!”. 

Mi spiace?? Ma ‘spiacerti’ de che? Hai forse pensato che fossi qui a maledire il giorno in cui ho firmato le carte? Che passi le notti a piangere abbracciato a una maglietta della mia ex mentre ascolto canzoni tristi anni ’90?

No, amico mio. Il divorzio è stata la miglior scelta della mia vita.

Eppure, sembra che la gente si concentri sull’evento sbagliato. Qualcuno chiede mai: “E com’era il matrimonio?” Perché il problema era quello, non il divorzio! Il divorzio è la soluzione, mica la malattia.

Anzi, avete mai sentito qualcuno lamentarsi del divorzio? Tipo: “oh no amico, sto malissimo: il mio divorzio sta cadendo a pezzi, è un vero disastro!”. No, eh? Perché chi divorzia, nella stragrande maggioranza dei casi, cambia per il meglio. Magari all’inizio fa paura, certo, ma poi… poi si scopre un mondo nuovo. È una liberazione, un upgrade, un salto quantico verso una vita migliore. 

Eppure, ancora oggi il divorzio porta con sé uno stigma assurdo. È visto come una sconfitta, un fallimento. Ma se il matrimonio era il Titanic, il divorzio è la scialuppa di salvataggio.

Così, quando ho creato Life Is Better After Divorce, l’ho fatto con un obiettivo chiaro: superare questa visione negativa del divorzio e raccontare che la vita dopo può essere (ed è!) molto meglio.

Ok, ok, basta chiacchiere. Entriamo nel vivo del divorzio dal punto di vista maschile come mi hai chiesto… e la tua richiesta mi fa MOLTO piacere! Perché diciamocelo, quando si parla di divorzio a parlare sono quasi sempre le donne. E in molte lo fanno anche benissimo, per carità: come fai tu, che sul tuo blog parli in maniera pacata, cercando di presentare situazioni e suggerimenti validi per entrambi i sessi… ma è pur sempre uno sguardo femminile.

E il punto di vista maschile? Spesso è muto come un pesce. Ecco perché sono contento oggi di raccontarvi, se riesco con un po’ di ironia, come appaiono le cose dall’altra parte della barricata. 

Scherzo ovviamente: sono contrario ad ogni tipo di violenza, anche quella verbale! 

Tempo fa sui social giornalisti ed influencer facevano a gara a fare ironia giocando su stereotipi degli anni 90 che vedevano gli uomini incapaci con casa e con bambini, oppure affibbiando il nomignolo “mammi” (termine insopportabile) agli uomini che si prendevano cura dei figli in maniera attiva. Per fortuna ormai questa tendenza sta passando di moda anche perché la realtà è decisamente cambiata. Quindi, ai pochi che hanno l’immagine di un papà divorziato come di un povero disgraziato che mangia cibo da asporto in un appartamento da single mentre i bambini sopravvivono a colpi di cereali… faccio notare che state guardando le repliche di una sitcom degli anni ’90.

Quindi,  se è vero che ognuno affronta il divorzio in modo diverso (uomini e donne ovviamente), credo però che ci siano delle caratteristiche comuni o, comunque, delle linee di massima che caratterizzano i comportamenti maschili.

Diversa gestione degli aspetti emotivi del divorzio

Mentre lei trasforma ogni caffè con le amiche in una seduta di gruppo terapeutico, noi… beh, noi uomini tendiamo ad affrontare le cose individualmente, spesso in maniera più ‘easy’. Birretta con l’amico di sempre, pacca sulla spalla, ‘Ci siamo lasciati’, e via col prossimo argomento: i pronostici per il MotoGP. E non è solo una mia opinione: una ricerca di Tamres, Janicki e Helgeson del 2002 ha rilevato che noi uomini tendiamo a parlare molto meno dei nostri problemi durante eventi stressanti come il divorzio.

Diamo l’idea che il problema sia risolto, no?

Spoiler: no, non funziona mai così.

Questo stoicismo di facciata, questa apparente impermeabilità emotiva, è il nostro primo nemico. Lo chiamerei “Sindrome del Cavaliere Nero” – ricordate il tizio di Monty Python che, con le braccia e le gambe mozzate, insiste: “È solo un graffio!”? Ecco, noi uomini nel divorzio siamo spesso così.

Quindi quale sarebbe l’approccio giusto? In primo luogo, dare un nome alle emozioni. Rabbia, paura, sollievo, tristezza – che tal volta potrebbero anche arrivare tutte insieme nel corso della stessa giornata. Sì, lo so, per alcuni uomini ‘dare un nome alle emozioni’ è roba da guru new age e chiedere aiuto è peggio che ammettere di non saper parcheggiare in retro. Ma posso assicurare che… funziona!

In secondo luogo, cercare aiuto. Non necessariamente uno psicologo (anche se personalmente li ho sempre trovati di grande aiuto), ma comunque qualcuno con cui parlare apertamente e condividere il proprio stato d’animo.

Il silenzio emotivo maschile non è una virtù: è un relitto del passato, un dinosauro emotivo che ci trasciniamo dietro. E’ una brutta abitudine che è importante imparare a riconoscere il prima possibile.

Diversa approccio all’azione:

Ok, capitolo ‘azione’. Perché noi uomini, quando ci separiamo, nella maggior parte dei casi, decidiamo di rimetterci in forma. 

E ci riusciamo, perché lo facciamo sistematici e determinati come Terminator in missione 😎 

Forse fa parte della nostra genetica, una sorta di ancestrale terapia testosterone-dipendente… quando c’è un problema, anche se vogliamo analizzarlo e rifletterci, nel frattempo dobbiamo agire. 

Personalmente, ho scoperto la corsa. E ho perso 16kg in 6 mesi! Sedici chili! Praticamente più di quanto perde una donna dopo il parto! Tutto perché mi ero deciso a divorziare… e potevo finalmente rinascere. 

Lo psicologo Baum, in uno studio che ha coinvolto oltre 10000 coppie, ha evidenziato che gli uomini tendono a utilizzare strategie orientate all’attività fisica, al lavoro o a nuovi hobby per affrontare il divorzio, mentre le donne preferiscono strategie orientate alla condivisione emotiva.

Tra gli uomini c’è chi riscopre una passione del passato, chi inizia un nuovo hobby, chi riscopre il piacere dei viaggi o della meditazione. È come se il divorzio attivasse un interruttore di produttività che era rimasto spento per anni e che liberasse energie che non sapevamo o non ricordavamo nemmeno di avere. Quella frustrazione repressa diventa improvvisamente carburante per il cambiamento. 

Con il tempo, l’abitudine di prendersi cura di sé rimane e non solo aiuta dal punto di vista fisico, ma attiva un circolo virtuoso che, tra endorfine e soddisfazione/narcisismo per risultati ottenuti, ci motiva a fare sempre meglio.

Diversa comunicazione, diverso marketing e relative conseguenze.

Come dicevamo, forse noi uomini a volte abbiamo bisogno di una piccola spinta per aprirci. 😇

Dall’altra parte, però avviene l’opposto. Ed è probabilmente un misto tra un bisogno e una strategia di marketing. Il mondo intero? No, di più! L’intero universo conosciuto! Amiche, famiglia, colleghi, il panettiere, la baby sitter, e persino il cassiere del supermercato! Tutti, ma proprio tutti, vengono messi al corrente delle nostre colpe, mancanze e ‘inadeguatezze coniugali’. Un tam tam mediatico che farebbe impallidire la campagna elettorale per le presidenziali americane!

Un reality show in cui siamo protagonisti ignari. Mentre affrontiamo in solitaria questo percorso (iniziando a vivere i primi momenti di sollievo), molte ex partner imbastiscono quello che chiamo il “Tribunale dell’Opinione Pubblica”, dove veniamo processati in contumacia. 

E poi ci sono gli amici comuni. Quelli con cui uscivi fino al giorno prima e poi, zac! Spariscono improvvisamente. O peggio, si schierano compatti con l’altra parte, senza nemmeno degnarsi di sentire la tua campana. Perché, diciamocelo, la versione femminile del divorzio è sempre più vendibile, più drammatica, più instagrammabile. La nostra? Troppo sintetica, troppo poco emotiva, noiosa, insomma. 

Però, c’è anche un lato positivo di tutta questa ‘shitstorm’ mediatica: almeno fai una bella pulizia nella rubrica del telefono. Scopri chi sono i veri amici… che poi, capita spesso che dopo il divorzio si abbia voglia di cercarne anche altri perché semplicemente si può (e si vuole) finalmente essere persone diverse.

La vita è meglio dopo il divorzio.

Il divorzio è come fare un reset di sistema: c’è la possibilità di installare una nuova versione del sistema operativo e scoprire che tutto funziona decisamente meglio.

La prima cosa che noti è la libertà. Non parlo solo di poter organizzare casa e giornata come ti pare. Parlo della libertà di essere completamente te stesso. 

E i figli? Preparatevi a una rivelazione: il rapporto può migliorare drasticamente. Il tempo insieme diventa prezioso, cercato, voluto. Non più quantità, ma qualità. Puoi essere spontaneo, ti possono vedere veramente felice. E sapete una cosa? I bambini lo sentono. Lo apprezzano. Crescono.

E non sono io a dirlo: una recente analisi della Prof.sa Linda Nielsen, docente in psicologia dell’educazione presso la Wake Forest University, ha dimostrato benefici significativi per i bambini che trascorrono tempo equamente diviso con entrambi i genitori dopo il divorzio. Quindi sì, anche se non siamo più sotto lo stesso tetto, possiamo essere genitori altrettanto efficaci

Poi c’è la novità: lo stare da solo. Ad alcuni fa paura, ma agli introversi come me piace molto. La solitudine non è una condanna: è uno spazio. Uno spazio per pensare, per crescere, per capire chi sei davvero quando non sei “il marito di qualcuno”.

È in questo spazio che riscopri vecchie passioni, ne trovi di nuove, riallacci amicizie dimenticate o trascurate, ecc.

E sì, prima o poi arriva anche il momento di ripensare all’amore. Ma questa volta è diverso: non cerchi qualcuno per riempire un vuoto, non hai fretta di “sistemarti”. Trovi una connessione autentica, spesso anche per caso, una persona che ami per quello che è, non per quello che dovrebbe essere.

Hai la possibilità di riscrivere la tua storia a tutto tondo, questa volta da protagonista consapevole.

Questa nuova versione di te stesso è decisamente migliore dell’originale. Più autentica, più consapevole, più vera.

Del resto, come diceva il filosofo Nietzsche (sì, sto davvero citando un filosofo in un articolo sul divorzio): “Devi ancora diventare chi sei”. Ecco, il divorzio è esattamente questo: l’opportunità di diventare finalmente chi sei davvero.

E questo è il messaggio che voglio lasciarvi: la vita dopo il divorzio non è semplicemente “ancora possibile”, è migliore. È più autentica, più consapevole, più vera. È la vita che avreste sempre dovuto vivere, senza compromessi che vi soffocano, senza dinamiche tossiche, senza dover fingere di essere chi non siete.

La vita è meglio dopo il divorzio non perché il matrimonio sia cattivo, ma perché un matrimonio sbagliato è come indossare scarpe di due numeri più piccole: puoi anche abituarti al dolore, ma quando finalmente le togli, capisci quanto male ti facevano e ti godi il sollievo.

Quindi sì, Life IS Better After Divorce. E chiunque vi dica “mi dispiace” quando menzionate il vostro divorzio, forse dovrebbe chiedersi se non sia il caso di dispiacersi per tutti quelli che stanno ancora indossando scarpe troppo strette.

Ora, se volete scusarmi, ho del bucato da piegare. E poi c’è anche l’appuntamento con il terapista. Scherzo… ma non troppo.

AVVISO AL CONSUMATORE: Questo articolo potrebbe contenere tracce di stereotipi di genere. Nonostante ogni ragionevole sforzo per evitarli, alcune generalizzazioni potrebbero essersi insinuate nel testo, spinte da un irrefrenabile desiderio di ironia e da un vago ricordo di decenni di stereotipi maschili. In caso di reazioni allergiche all’umorismo di genere, si consiglia di contattare immediatamente il proprio influencer di riferimento o, in alternativa, di farsi una risata. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali risate incontrollate o improvvisi risvegli femministi (o maschilisti, a seconda dei gusti)

Marco Iannacone

55 anni è il fondatore del portale Life Is Better After Divorce (LIBAD) che cerca di supportare con dati, articoli ed un po’ di umorismo le persone che stanno affrontando un divorzio o sono intenzionati a farlo. Divorziato anche lui da 5 anni, è un viaggiatore seriale, amante della fotografia ed è in una felice relazione da più di due anni.

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Sono Benedetta Petralia life coach nella separazione. Ho vissuto in prima persona la separazione e sono mamma di una bimba. La mia esperienza mi ha portata ad aprire questo blog per dare uno spazio sicuro e senza giudizio a chi affronta questo evento. Ancora oggi ci sono molti pregiudizi e stereotipi che creano molte difficoltà a chiunque viva questa situazione.

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