In van una settimana con mia figlia di 8 anni

in van con mia figlia

Ogni anno le vacanze possono essere un momento rovinato oppure un’esperienza che arricchisce e permette di ampliare la propria zona di comfort scoprendo modalità di viverle sempre più allineate a ciò che si è e che nutre anima corpo e mente.

Dopo una separazione ci si sente spesso in difficoltà sia nella vacanze da soli con i figli che in quelle senza di loro.

Oggi in questo articolo ti voglio raccontare senza filtri le mie preoccupazioni rispetto a questa scelta e cosa mi ha permesso di superarle e vivermi l’esperienza al massimo portandomi a casa dei ricordi indelebili insieme a mia figlia.

Perchè ho scelto di fare una vacanza in van da sola con mia figlia?

Da molti anni ho questo sogno nel cassetto. Provare una vacanza itinerante con il van. Per molti anni l’ho lasciato lì dentro, chiuso perchè non ho trovato una persona con cui poter condividere le paure e preoccupazioni buttarmi, perchè con la bimba piccola era un pò troppo per me.
Ma quest’anno ho sentito fosse il momento giusto per me.

E così da sogno nel cassetto è diventato desiderio, e da desiderio è stato realizzato.

Per molti anni ho fatto vacanze con amici e figli che mi hanno donato tanto, condivisione, supporto fisico ed emotivo, tempo lento. Poi ho avuto un momento di passaggio forte dentro di me. Le vacanze con loro avevano tantissimi aspetti che mi piacevano ma non mi rappresentavano del tutto. Io amo girare, conoscere nuovi posti, fare nuove esperienze semplici, vivere la natura.

Così, già l’anno scorso ho scelto di fare un passo verso il mio desiderio che oggi ho realizzato. Ho scelto di fare una vacanza itinerante con mia figlia per la Provenza. Dieci giorni in tutto e quattro alloggi differenti. È stata un’esperienza intensa, faticosa ma stupenda. Ancora oggi mia figlia ricorda alcuni momenti speciali di quei giorni in giro per la Francia.

Le preoccupazioni di una mamma separati in van da sola con la figlia

Viaggiare soli con i figli non è qualcosa da prendere alla leggera. Per molti anni io ho scelto vacanze più semplici e/o in compagnia proprio per sentirmi sicura e in grado di godermi anche parzialmente la vacanza pure io.

Spesso il carico mentale e pratico è molto, nel parlo proprio in un articolo. È estremamente importante scegliere che tipo di vacanza fare in base a ciò che si sente. Nessun giudiozio dovrebbe intromettersi tra te e ciò che sceglierai di fare.

Negli anni ho fatto diverse esperienze partendo da una vacanza comoda comoda arrivando a quella di oggi in Van. L’articolo, “Mamma single in viaggio la mia esperienza”, ti racconta le prime tre estati fatte da mamma separata.

Per me ogni anni le preoccupazioni sono state differenti, un pò perchè la tipologia di vacanza era diversa, un pò perchè mia figlia intanto cresceva e soprattutto perchè io negli anni mi sono costruita lavorando molto su me stessa una autoefficia personale estremamente forte.

Per questo viaggio in van sola con mia figlia le preoccupazioni maggiori erano almeno tre:

La prima riguardava la guida del mezzo. Infatti ho cercato di gestirla scegliendo un van molto piccolo per evitare di avere difficoltà. Solo che il mezzo scelto ha avuto un problema e me lo hanno sostituito con uno decisamente più grande.

La seconda riguardava il mettere le bici dietro. Alzarle fino al binario e bloccarle bene.

La terza riguardava le notti in libera. Io e mia figlia sole in posti sconosciuti mi preoccupava davvero molto.

Poi c’erano altre preoccupazioni come il fatto che il van non avesse il bagno interno se non potty una doccia esterna.

Le mie paure superate durante il viaggio

Riguardo alle preoccupazioni che si possono avere c’è un aspetto molto interessante da valutare. Lavorando spesso su paure e difficoltà con i miei clienti ho gli strumenti per farlo anche su me stessa.

Ci sono paure su cui si può lavorare prima e altre che spariranno o verranno ridimensionate solo durante e grazie all’esperienza stessa. Ad esempio: la paura delle notti in libera era molto grande così mi sono andata a leggere esperienze di altre persone, ho chiesto informazioni a chi lo aveva già fatto, ho studiato i parcheggi consigliati grazie all’app park4night. Ma una parte di me non si è tranquillizzata del tutto fino a quando non ha vissuto l’esperienza della prima notte fuori.

La guida del van era l’altro aspetto che mi preoccupava, non ho avuto molto tempo per gestirla perchè il cambio è stato negli ultimi giorni, ma anche questa oltre a ricordarmi che nessuno mi metteva fretta, che so guidare e che facendolo avrei preso confidenza non potevo fare altro. Ho gestito quindi quell’ansietta bella che si sente quando stai per uscire dalla tua zona di comfort per vivere esperienze desiderate ma non sai come sarà esattamente.

Per le bici dietro nell’anno precedente ho avuto un amico con cui spesso andavamo in bici. Le abbiamo messe insieme molte volte, quindi i trucchetti li avevo in mente, mi preoccupava maggiormente il peso da tirare su. Il proprietario del van è stato carinissimo e mi ha accompagnato a casa ed aiutato a montarle sopra.

Che difficoltà ho vissuto nel viaggio?

Per gestire al meglio questa prima esperienza e sentirmi più sicura ho scelto di rimanere in Italia. Inserendo anche due tappe con persone che conoscevo, mia zia che vive a Monfalcone da cui abbiamo dormito la seconda notte, e una notte in campeggio dove il giorno dopo ci sono venuti a trovare degli amici con i figli.

Quindi l’intineriario doveva essere: Caorle (per spezzare il viaggio e fare la prima notte fuori), Monfalcone e poi Trentino in vari posti cercati con piccole passeggiate giochi per mia figlia e natura meravigliosa.

Ma, il tempo ad un certo punto ci ha scombinato tutto. Dal terzo giorno è arrivato tempo orribile in Trentino così, sfruttando il fatto di essere in van, abbiamo cambiato completamente i programmi.

Questa è stata tra le difficoltà maggiori perchè per cercare dove andare e dove fermarmi a dormire dovevo controllare 3 cose insieme: luogo, meteo e parcheggi. Abbiamo sempre fatto solo una notte in ogni luogo quindi il tempo delle giornate era abbastanza frenetico, inserire questa parte di ricerca da zero mi ha affaticato parecchio.

le tappe scelte per rendere entrambe felici e soprattutto per rendere sostenibile il viaggio sono state:

Lago di garda e poi Toscana.

Guidare il van ad un certo punto è diventato semplice, a parte i parcheggi o posti dove far manovra. A volte ho chiesto aiuto per vedere bene dietro ed evitare danni. Altre volte me la sono cavata con un pò di pazienza e attenzione.

Far su e giù con le bici fattibile, ma il polso un pò ne ha risentito. La mia non è proprio leggerissima. Però averle è stato bello anche se non le abbiamo usate sempre.

Cosa ho imparato da questa esperienza in van?

L’aspetto che questa esperienza mi ha dato maggiormente è la bellezza e potenza emotiva che un desiderio realizzato possono dare. Non serve realizzare imprese enormi o riconoscibili dall’esterno. serve ascoltarsi e portare quel desiderio alla realizzazione godendosi appieno quel momento. Io mi sono osservata più volte in questo viaggio con la mia bambina che cantava a squarciagola con me mentre guidavamo libere e ho respirato quell’attimo per sentirne tutta la Bellezza. Ho espresso a parole ciò che provavo per condividerlo con lei. Ho osservato la sua espressione di gioia immensa e me la terrò come ricordo indelebile per sempre.

Ho imparato che le paure si possono affrontare un pezzetto alla volta e che quasi sempre sono più grosse della realtà.

Ho confermato che la vacanza in van mi piace e che quando potrò ripeterò l’esperienza con un piccolo bagaglio in più grazie a questa prima volta.

Ho imparato che la gioia è fatta di piccoli cose e momenti potenti e permettersi di viverli è un dono molto grande anche se si deve passare da un pezzetto di fatica perchè spesso va ampliata la propria comfort zone per riuscirci.

Ho imparato che sono diventata, lavorando su me stessa come faccio con i miei clienti, una Donna autonoma e stabile grazie anche alla consapevolezza di poter vivere esperienze meravigliose anche senza aspettare di incontrare qualcuno con cui realizzare i miei desideri.

Ora tocca a te vivere le tue esperienze e scoprire i tuoi desideri da realizzare nella vita.

A presto

Benedetta

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Benedetta Petralia, accompagna persone, adolescenti e famiglie a vivere con maggiore consapevolezza le relazioni complesse che nascono quando la vita cambia direzione: separazioni, nuove relazioni, famiglie ricostituite, cogenitorialità e passaggi evolutivi dell’adolescenza. Come life coach, teen coach e formatrice, aiuta a sviluppare risorse emotive e competenze relazionali per costruire legami più equilibrati, rispettosi e sostenibili.

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