Articolo a cura di Elisa Benzi, mediatrice familiare.

Le parole per dirlo…

Giulia non sa ancora che mamma e papà tra poco non vivranno più insieme. Sa che non vanno d’accordo, che si sta più tranquilli quando si è solo con uno dei due. Papà la porta al parco, le presenta un’amica. Anche lei ha una bambina. Con lei papà non litiga.

Michele vuole che mamma e papà facciano la pace. A volte ha paura quando sono arrabbiati: urlano forte e fanno gli occhi duri. Succede che papà vada via sbattendo la porta.

Luca e Irene non sanno dove è andato a vivere papà. La mamma gli ha fatto la valigia e lui è uscito. Torna a cena quando mamma va a pilates e sta con loro finché si addormentano. Luca non vuole dormire, perché poi papà va via e ha paura che non abbia un posto sicuro dove andare.

Giada è arrabbiata, non capisce che cosa le hanno detto e che cosa succederà: papà e mamma si vogliono bene in un modo diverso (un modo strano, non si sorridono mai), non possono più vivere insieme e va bene così (ma mamma ha pianto quando papà lo diceva), hanno bisogno di stare un po’ lontani (però cenano insieme e papà resta a dormire sul divano), saranno sempre uniti perché lei è importante (ma litigano sempre per causa sua)…

Ho scelto nomi di fantasia e ho raccontato storie vere.

Osservare attraverso gli occhi e le parole dei figli è importante.

Bambine e bambini che guardano e ascoltano quello che mamma e papà fanno e dicono.

Bambini spettatori di un conflitto che non si risolve e porta a una rottura.

Bambini che non si orientano, che intuiscono ciò che si spazza sotto al tappeto e non lo capiscono, che interpretano i silenzi, che ricevono parole confuse dai toni cupi, piene di delusione e paura, parole che scottano per la rabbia.

Trovare le parole giuste da dire è faticoso.

Quando una relazione di coppia si interrompe, le parole faticano a dire ciò che è successo e sta succedendo. Inciampano mentre tentano di definire che cosa sarà. È naturale che si faccia fatica a sceglierle e a coordinare un discorso chiaro e sincero, perché spesso non si ha chiarezza e si provano sentimenti forti, a volte ambivalenti.

Eppure le parole ci sono alleate: ci permettono di costruire la realtà che condividiamo con gli altri e di collaborare per organizzarla. Per questo sono importanti e vale la pena di accrescere la nostra consapevolezza nel cercarle con responsabilità in modo che siano più efficaci.

Può essere difficile, difficilissimo. Può rivelarsi molto utile non farlo da sole, da soli. Può essere di aiuto cercare un aiuto competente, professionale.

Separarsi è un percorso con un arrivo: una nuova dimensione per la propria famiglia. Un viaggio cui riconoscere un valore, anche se è complicato e doloroso. Si sceglie di intraprenderlo quando è giunto il suo tempo, non prima, non dopo.

Vale la pena investire nel compierlo al proprio meglio proprio quando ci sono bambine e bambini che guardano, ascoltano, attendono parole che traccino la via da percorrere.

Elisa Benzi mediatrice familiare

Elisa Benzi

consulente e mediatrice familiare e conduttrice di gruppi di parola per figli di genitori separati.

Da anni si occupa delle famiglie in fase di separazione, ascoltando con curiosità le ragioni di ciascuno, perché ha a cuore il benessere di tutti.

Aiuta, nei momenti di crisi e di cambiamento, a ritrovare i propri equilibri individuali e familiari; a individuare strategie sostenibili, soluzioni utili, percorsi alternativi a quelli legali e giudiziali. Offre il suo sguardo per meglio illuminare le vie che ciascuno sta percorrendo e quelle che ha l’opportunità di percorrere.