Poliamore: cos’è e come funziona (oltre i pregiudizi)

Il mondo relazionale attuale sta sempre più portando alla luce nuovi modi di vivere le relazioni. Tra questo c'è il poliamore. In questo articolo sfatiamo alcuni falsi miti
Poliamore: cos'è e come funziona

Su Famiglia Inaspettata parliamo spesso di relazioni che cambiano forma. Di coppie che finiscono, di legami che si trasformano, di nuovi equilibri che nascono quando smettiamo di pensare che esista un solo modo giusto di amare. Negli ultimi anni sempre più persone stanno mettendo in discussione il modello relazionale tradizionale, provando a costruire legami diversi da quelli a cui siamo stati abituati. Il poliamore è uno di questi: una forma di relazione ancora poco conosciuta, spesso fraintesa, che prova a tenere insieme libertà, responsabilità e profondità emotiva. L’articolo che segue non vuole convincere nessuno né proporre un modello ideale. Vuole piuttosto aprire uno spazio di comprensione su cosa significa, per alcune persone, vivere relazioni non monogame etiche: quali sono le domande, le sfide e gli equilibri che questo comporta nella vita reale.

Perché parlare di relazioni – tutte le relazioni – significa anche imparare a guardarle con curiosità, senza pregiudizi, e con il rispetto per i modi diversi in cui le persone scelgono di amare. 

Benedetta, Famiglia Inaspettata


In un mondo dove le app di dating e i nuovi modelli relazionali stanno sostituendo quelli più tradizionali, la monogamia non è più l’unica strada percorribile. Sempre più persone dichiarano di vivere relazioni non monogame “etiche” (ovvero vissute con responsabilità e basate sul consenso di tutte le parti coinvolte”), cercando una libertà che non sacrifichi la profondità del legame. Ma come si vive, concretamente, un amore “moltiplicato”?

Diversamente da quanto alcune persone potrebbero (erroneamente!) pensare, il poliamore non è “tradire con il permesso”, ma la possibilità di gestire più relazioni sentimentali contemporaneamente, con il consenso, appunto, di tutte le persone coinvolte.

Proviamo a pensare: se possiamo voler bene a più di un amico o a più di un figlio senza che l’amore si esaurisca, perché non dovrebbe valere anche per i partner?

Perché una relazione sentimentale dovrebbe essere necessariamente considerata “speciale”, o superiore, rispetto a tutti gli altri legami affettivi?

Per alcune persone questa gerarchia degli affetti non ha realmente ragione di esistere (o, almeno, non trova spazio nella propria vita e nel proprio modo di vivere gli affetti).

I miti più comuni sul poliamore.

Chi non conosce il poliamore di solito ha alcune perplessità legate al modo di vivere e condividere la sessualità, alla coesistenza di più relazioni amorose e all’ostacolo della gelosia.

In realtà, nel poliamore le situazioni sono più complesse. Vediamo alcuni aspetti fondamentali.

  • Non è solo sesso: è invece una questione di legami emotivi profondi e progettualità.
  • Non è confusione: spesso richiede molta più organizzazione e comunicazione di una coppia tradizionale, oltre a una profonda conoscenza di sé e una solida maturità emotiva
  • La gelosia esiste ugualmente: le persone poliamorose non ne sono immuni, semplicemente la affrontano come un’emozione da analizzare, comprendere e accogliere invece che come un confine invalicabile.

Ma quindi come funziona?

Il poliamore si basa su alcuni prerequisiti fondamentali:

  • Consenso informato: tutte le persone coinvolte sono consapevoli di ciò che il poliamore significa e lo scelgono con convinzione (e non, per esempio, su insistenza di qualcun altro).
  • Comunicazione aperta e sincera: si parla di tutto, dai sentimenti alla gestione del tempo ai confini che si desidera stabilire. Si negozia e si trovano degli accordi condivisi.
  • Etica, parità e reciprocità: il rispetto del sentire altrui è in primo piano e le regole che sono state discusse valgono per tutte le persone coinvolte.

Uno degli assunti di base del poliamore è che non è l’amore ad essere limitato, ma solo il tempo e le energie da dedicare alle persone a cui si tiene. E, allo stesso tempo, che l’amore per una persona non toglie qualcosa all’amore verso un’altra persona.

È per questo che la gestione di più relazioni in contemporanea non è affatto banale, anzi è piuttosto delicata e richiede impegno nella costruzione di equilibri che possono anche essere modificati nel corso del tempo, in base alle esigenze delle persone coinvolte.

Organizzazione di tutti i giorni nel poliamore.

Ben diverse dalle comuni degli anni ’70, le soluzioni adottate nel concreto della quotidianità possono essere le più varie. Ad esempio c’è chi vive in case separate. C’è chi condivide il calendario per incastrare le cene, gli impegni o i weekend. C’è chi cresce i figli insieme in modo collaborativo (o chi invece sceglie di non condividere questa informazione con i figli, rimandando a un momento futuro, o con i genitori).

Le variabili sono veramente infinite e molto dipende dall’ambiente e dai pregiudizi e lo stigma che spesso le persone si sentono rivolgere. Ad esempio molto può cambiare tra le grandi città e quelle più piccole oppure a seconda del grado di apertura mentale della famiglia di provenienza, con effetti diretti sul modo di organizzare la propria vita (convivenze, presentazioni ufficiali o condivisione di informazioni personali).

Conclusioni sul poliamore

In conclusione, non esiste uno “stile relazionale” più giusto di altri. Si tratta, piuttosto, di conoscersi e comprendere qual è la modalità che ci permette di vivere al meglio i nostri sentimenti.

Se, all’interno di una coppia, nasce il desiderio di intrecciare relazioni anche con persone “terze”, il primo suggerimento è innanzitutto quello di riflettere sul rapporto già in essere, verificarne lo “stato di salute” e assicurarsi della sua solidità, affinché l’inclusione di un’altra persona sia effettivamente fonte di serenità e gioia e non porti, invece, all’amplificarsi di conflitti già presenti e non risolti.

Se vivi all’interno di un sistema poliamoroso o stai riflettendo di allargare la configurazione delle tue relazioni e desideri approfondire questi temi, puoi rivolgerti a una figura con esperienza su queste tematiche.

Giulia Granata

Giulia Granata

Psicologa esperta in relazioni (anche non convenzionali), lavora con adulti, giovani adulti e coppie.
Millennial. Cerebrale e sensibile. Costantemente in cammino.
Ama la letteratura, i gatti, il mare, il silenzio, il rosa, ma anche la natura, la musica, le risate e la compagnia di buone persone.
Alle cene con gli amici è quella che porta il dolce perché non sa cucinare.

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Sono Benedetta Petralia life coach nella separazione. Ho vissuto in prima persona la separazione e sono mamma di una bimba. La mia esperienza mi ha portata ad aprire questo blog per dare uno spazio sicuro e senza giudizio a chi affronta questo evento. Ancora oggi ci sono molti pregiudizi e stereotipi che creano molte difficoltà a chiunque viva questa situazione.

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