Le relazioni dopo una separazione sono un sistema nuovo. E noi stiamo ancora imparando ad abitarlo.
Il tema delle relazione, di come stare bene nelle relazioni, di come viverle senza esserne schiacciati è molto attuale. Siamo tutti alla ricerca di come fare, dell’equilibrio perfetto tra noi e gli altri.
Il modo delle relazioni al momento ha più domande che risposte, più dubbi che certezze, più tentativi che soluzioni.
Il podcast Relazioni Inaspettate nasce da questo, dal provare a ragionare, riflettere e cercare modi di stare nelle relazioni senza perdere se stessi. Oggi in questo articolo ti accompagno in una riflessione sulla complessità delle relazioni moderne con focus in particolare sulle relazioni dopo una separazione o un divorzio: La relazione con un genitore separato.
Benedetta Petralia di Famiglia Inaspettata
Il modello familiare è cambiato
Negli ultimi anni mi sono trovata ad accompagnare sempre più persone che vivono una relazione con un genitore separato. Sono donne e uomini con storie molto diverse tra loro: c’è chi è all’inizio della relazione, chi convive, chi ha costruito una famiglia ricostituita e chi, invece, sta ancora cercando di capire quale posto abbia davvero nella vita del proprio partner.
Le loro domande cambiano, così come cambiano le situazioni che portano nei percorsi individuali o negli incontri di gruppo. Eppure, c’è una sensazione che torna con sorprendente regolarità.
Molti descrivono la fatica di vivere una relazione in cui hanno l’impressione di non avere punti di riferimento. Si chiedono se quello che stanno vivendo sia normale, se stiano chiedendo troppo, se dovrebbero essere più pazienti oppure se il problema sia la relazione stessa.
Per molto tempo ho pensato che questa sensazione fosse legata soprattutto alla complessità delle famiglie ricostituite. Oggi credo che ci sia qualcosa di ancora più profondo.
Credo che stiamo vivendo un momento storico in cui le relazioni stanno cambiando molto più velocemente degli strumenti culturali che abbiamo per comprenderle.
Per molti anni il modello di famiglia è stato relativamente stabile. Non perché fosse semplice o privo di difficoltà, ma perché esisteva un immaginario condiviso su come si costruisse una famiglia, su quali fossero i ruoli e su quale direzione avrebbe preso una relazione.
Oggi tutto questo è molto più fluido.
Le separazioni sono aumentate, le famiglie ricostituite fanno parte della quotidianità di moltissime persone e sempre più coppie iniziano una storia quando uno dei due ha già dei figli. Eppure continuiamo spesso a pensare alle relazioni utilizzando categorie, informazioni ed esperienze nate per un contesto completamente diverso.
Quando una persona si innamora di un genitore separato, raramente entra in una situazione “da costruire da zero”. Entra in una storia che esiste già.
Esiste una relazione genitoriale che continuerà a esserci anche se la coppia precedente è finita. Esistono figli che hanno bisogno di mantenere un legame con entrambi i genitori. Esistono abitudini, organizzazioni, equilibri che non scompaiono semplicemente perché nasce una nuova coppia.
Questo significa che la nuova relazione prende forma all’interno di un sistema che era già in movimento.
Ed è proprio qui che, secondo me, nasce una parte della fatica.
Cosa succede quando nasce una relazione con un genitore separato?
Pochissime persone hanno imparato a leggere, a riconoscere ciò che può succedere quando nasce una relazione dentro un sistema di legami già esistente.
Sento e leggo molto di domande rispetto a confini e ruoli riguardo ai compagni.
Quanto può intervenire?
Su cosa è giusto esprimere un’opinione?
Qual è il confine tra la vita della coppia e le decisioni che riguardano i figli?
Come si costruisce un progetto comune quando una parte importante della vita è inevitabilmente condivisa con altre persone?
Non esistono risposte valide per tutti. Ed è forse questo l’aspetto più difficile da accettare.
Siamo cresciuti cercando regole che ci dicessero qual è il modo giusto di vivere una relazione. Le relazioni dopo una separazione, invece, ci chiedono qualcosa di diverso: ci chiedono di sviluppare la capacità di orientarci nella complessità.
Per questo motivo, negli ultimi anni, ho smesso di pensare che il punto sia imparare a “gestire” queste relazioni. La parola gestione mi convince sempre meno. Mi dà l’idea che esista un insieme di tecniche che, una volta apprese, permettano di evitare il conflitto o la fatica.
Le relazioni non funzionano così.
Una relazione non si gestisce come si gestisce un’agenda. Una relazione si abita.
Abitare una relazione significa imparare a stare dentro ciò che accade senza perdere continuamente il contatto con se stessi.
Significa riconoscere che il proprio partner è anche un genitore e che queste due dimensioni convivono. Significa imparare a distinguere ciò che appartiene alla coppia da ciò che appartiene alla genitorialità, senza pretendere che i due piani coincidano sempre.
Significa anche accorgersi che alcune emozioni non raccontano necessariamente una relazione che non funziona, ma una persona che sta cercando di trovare il proprio posto in un contesto nuovo.
La rabbia, la frustrazione, la paura, la gelosia o il senso di esclusione non sono emozioni da eliminare il più velocemente possibile. Sono segnali che meritano di essere ascoltati e compresi. Diventano un problema quando pensiamo che debbano sparire per poter stare bene oppure quando lasciamo che siano loro a guidare ogni nostra scelta.
Imparare ad abitare una relazione significa allora sviluppare competenze che, probabilmente, riguardano sempre più le relazioni contemporanee, non soltanto quelle con un genitore separato.
Vuol dire saper comunicare anche quando non si è d’accordo. Riconoscere i propri bisogni senza trasformarli in pretese. Costruire confini che proteggano la coppia senza negare l’esistenza degli altri legami. Accettare una certa dose di incertezza senza viverla come una minaccia continua.
Le relazioni con un genitore separato rendono tutto questo più evidente, perché la complessità è visibile fin dall’inizio. Ma credo che la domanda riguardi, in fondo, tutti noi.
Forse oggi non abbiamo tanto bisogno di imparare nuove regole per le relazioni.
Abbiamo bisogno di sviluppare nuove competenze per abitare relazioni che sono cambiate e continuano a cambiare.
È questo il lavoro che faccio ogni giorno con le persone che accompagno nei percorsi individuali e nei gruppi. Non per insegnare loro come dovrebbe essere una relazione, ma per aiutarle a trovare il proprio modo di stare dentro quella che stanno vivendo, senza rinunciare a ciò che sono.
Puoi ascoltare cliccando qui la puntata del podcast “Stiamo improvvisando relazioni che nessuno ci ha insegnato a vivere”
Se ami leggere in questo articolo ti consiglio 3 libri sul tema delle relazioni oggi. “3 libri da leggere sotto l’ombrellone se vivi una relazione complessa”
Se sei la compagna o il compagno di un genitore separato ti lascio qui 3 spazi dedicati a te:
A presto