Non vuoi leggere? Ascolta l’articolo! (Voce e interpretazione Valentina Gaudesi)

“Impossibile, non lo sopporto/non la sopporto, non riesco a parlarci, litighiamo sempre.”
È difficilissimo lo so. Personalmente quando ho lasciato Ema, il padre di mia figlia, mi sembrava impossibile l’idea di poter fare i genitori assieme. Questo pensiero mi devastava perché sapevo che ci avrei dovuto fare i conti tutta la vita. Non credevo fosse possibile.

Invece ci siamo riusciti. Anzi meglio dire: invece ci proviamo ogni giorno con vari alti e bassi.
Quello che mi infastidiva di più, era dover avere ancora a che fare con tutto quello che avevo deciso di togliere dalla mia vita scegliendo la separazione. I soliti problemi, i soliti meccanismi che ci hanno portato a non stare bene assieme e quindi lasciarci.

Ma purtroppo, te lo devo dire, non ci si può liberare di questo/a ex, perché è genitore esattamente come te.
Conosci il proverbio africano che dice:

“Per crescere un figlio ci vuole un villaggio”

E se questo villaggio è diviso in due fazioni? Come verrà cresciuto questo bambino?

Perché è importante fare i genitori assieme

Uno dei motivi che ci ha permesso di crescere a livello personale e come genitori è stato proprio l’amore per Chloe, la nostra bimba di quasi 4 anni.
Quando ci siamo separati lei aveva un anno compiuto da pochissimo.
mamma single con figlia
Dopo questa decisione la situazione è precipitata velocemente.
Dialoghi impossibili, organizzazione pessima, ogni cosa detta veniva recepita male, ma forse, spesso il problema era proprio come veniva comunicata. Con astio, dolore, rancore e delusione verso l’altro. Tutte emozioni che entravano nella nostra limitatissima comunicazione e che ci rendevano tutto ancora più pesante e complesso.

Ogni settimana sembrava andare peggio, ogni mese sembrava impossibile uscire da questo tunnel in cui non si intravedeva nemmeno la luce in fondo.

Eppure, ora siamo qui a raccontarci, a renderti partecipe di questi alti e bassi. A raccontare la versione della mamma e la versione del papà. Perché questo blog e le pagine facebook e Instagram fanno parte di un progetto scelto assieme dopo aver superato, quasi incolumi, il periodo peggiore. Dopo che, nonostante i commenti della gente, dove veniva accesa la miccia dell’odio, siamo riusciti a volgere tutto a favore di Chloe: la nostra bimba.

Per lei, e anche per noi, siamo riusciti nel tempo a trovare il nostro modo di andare d’accordo, ma soprattutto a fare i genitori assieme nonostante la separazione.
Ora siamo uniti nell’educazione di nostra figlia, e questo non può che essere un vantaggio per tutti noi, ma soprattutto per lei che sente un fronte unito e che quando ha il desiderio di vederci assieme può essere accolta senza tentennamenti.

Come abbiamo fatto e come continuiamo a fare i genitori assieme anche se siamo separati?

Spesso mettiamo Chloe, nostra figlia, davanti al nostro istinto di mandarci a quel paese. Ci riusciamo buttando giù rospi, e cercando di essere quello che abbassa le armi quando l’altro non riesce a farlo. Questo non significa abbassare la testa, ma in realtà significa alzarla verso un obiettivo ancora più importante: la serenità dei propri figli.
genitori separati
In questo modo, che attenzione non sempre è possibile e non sempre si riesce a seguire, abbiamo evitati moltissimi scontri inutili per poi discutere con più calma in altri momenti.
Non avete idea di quante volte mi sono morsa la lingua, di quante volte ho contato fino a 1000, non 100 (non basterebbe a volte) e ho stoppato un messaggio per evitare la rissa.
Quello che cerco di fare è: leggo il messaggio, mi sfogo sola o con qualcuno (che non accenda la miccia), e poi una volta più calma, rispondo.

Spesso quello che è capitato è che, nonostante non gli sia stato chiesto nulla, mi sia venuto comunque incontro. Credetemi che ne sono rimasta sbalordita. Mai avrei pensato che la comunicazione fatta nel modo corretto potesse avere delle possibilità di questo genere.

Poi succede anche che non si riesca, o che le cose per mille motivi peggiorino improvvisamente, e che tutto l’equilibrio raggiunto venga minato e perso in un attimo.
E li si riparte da capo, o per lo meno così sembra ogni volta.

E se ti dicessi…

La cosa che penso si debba arrivare a capire per decidere di cambiare le cose in meglio è che non potrai mai disfarti del tuo ex o della tua ex, perché siete i genitori dello stesso figlio. E prima capirai che è così, prima cercherai un modo per essere genitori assieme più funzionale per voi. Non c’è un modo unico che vada bene a tutti, ma sicuramente c’è spazio di miglioramento.

Basta volerlo e lavorare su quello che è modificabile: noi stessi.
Facendosi aiutare da qualcuno. Spesso sui social vi racconto che noi ci siamo fatti aiutare e lo stiamo ancora facendo. Perché è molto difficile vedere le cose come stanno quando si è completamente immersi nel fango, ma dall’esterno ci può arrivare un aiuto in più, se solo ce lo permettiamo.
È possibile arrivare a cambiare la nostra comunicazione, i nostri modi di dire le cose e alcuni atteggiamenti. In questo modo, automaticamente, dall’altra parte le cose cambieranno e credetemi che, in meno tempo di quello che si possa pensare, le cose andranno a migliorare. Magari non saranno perfette, sicuramente non saranno mai semplici, ma almeno saranno migliori di ora.

Quello che vorrei poter dire a Chloe un domani è che la sua mamma e il suo papà hanno cercato di fare il meglio che potevano. Che non siamo perfetti, ma che abbiamo cercato di farlo nel modo migliore per noi e per lei con i nostri limiti e i nostri difetti. Perché come tutti siamo umani e facciamo errori.
Ti voglio anche far conoscere una fantastica start-up e onlus che aiuta i genitori separati, single e soli.
Si chiama Gengle e per sapere esattamente cos’è Gengle e come è nata ti invito a guardare la diretta che abbiamo fatto con Giuditta Pasotto, la fondatrice.
Tu sei riuscita/o  a trovare un modo per essere genitori assieme?
Quali difficoltà avete trovato nel farlo?
Se ti va di condividere un pensiero ti leggiamo molto volentieri.