relazioni

La fine di una relazione: le persone coinvolte difficilmente saranno allo stesso momento di elaborazione.

In questi anni di divulgazione sui social e sul blog ho letto tante storie diverse che riguardano la separazione.

Ma uno degli argomenti più gettonati è sempre stato questo: il fatto che alla fine di una relazione ci si arrivi in modo diverso.

Ci sarà quasi sempre una delle due persone (tendenzialmente la persona che ha scelto) che è pronta a chiudere la relazione, mentre l’altra non lo è.

In molti, quando ci si ritrovano, penseranno: non è un problema mio. 

Invece mi dispiace dirvelo, si lo è. Ora vi spiego come mai.

Il "problema" è di entrambi

Nei vari messaggi che mi scrivete leggo sia la difficoltà di accettarlo che la difficoltà di farlo accettare all’altra persona.

Come sempre il momento in cui si inizia a guardare qualcosa come un problema è quando non si sta andando nella stessa direzione: in questo caso una delle due persone è pronta, anzi magari non vede l’ora, e l’altra invece fa di tutto per evitare di guardare la realtà delle cose.

Arrivati a questo nodo le persone iniziano a:

  • chiedere aiuto,
  • cercare di trovare una soluzione,
  • trovare un modo per andare avanti.

Questo capita in entrambi i casi: sia nella persona che vuole finire la relazione, sia nella persona che invece vuole mantenere la relazione.

cosa succede se non si è allo stesso punto?

Provate ad immaginare questo momento specifico: due persone che agiscono e portano energia in due direzioni opposte.

Ad un certo punto ci sarà uno strappo che difficilmente sarà possibile ricucire.

Entrambe le persone saranno frustrate, tristi, arrabbiate perchè hanno le proprie ragioni, non vedono quelle dell’altra persona e non comprendono il motivo per cui non si stia andando nella stessa direzione.

Questo è un momento davvero complesso e che senza ombra di dubbio ha necessità di un aiuto esterno.

No, a volte non basta andare dall’avvocato per sbloccare questo momento.

Cosa sarebbe meglio fare sapendo che una delle due persone sta faticando ad accettare la situazione della fine di una relazione?

La cosa migliore sarebbe quella di farsi aiutare prima (è proprio quello che sto cercando di far arrivare alle persone come coach)

Non si deve aspettare sempre il momento più complesso per chiedere aiuto, sarebbe meglio anticipare quel momento e arrivarci in modo più consapevole.

Qualche spunto di riflessione su questo tema (da coach e da donna separata)

  • Comprensione dell’altra persona coinvolta. A volte capire in che momento si trova l’altra persona è necessario. Aiuta in realtà a trovare la giusta chiave per andare poi nella stessa direzione. Di questo concetto, così poco raccontato, ne parla Giulia Palombi, sui social come mammasfranta nel capitolo che riguarda le separazioni difficili del libro “La separazione non è un fallimento”.
  • Ascoltare. questo è un consiglio di cui spesso non si capisce la reale importanza. Ascoltare quello che davvero sta cercando di dire l’altra persona aiuta a creare un vero dialogo costruttivo. Perchè per quanto una delle persone non veda l’ora di chiudere questa relazione, dalla parte opposta ce n’è un’altra che non vuole. Se si inizia a parlare senza ascoltare il rischio è che si parli a vuoto.
  • Fatevi aiutare, perchè tutte queste dinamiche sopra descritte sono molto complesse da notare e ancora più difficile cambiare modalità. Con un aiuto esterno diventa più semplice.

E se non elabori o gestisci al meglio possibile la situazione ora, il rischio è che torni come un boomerang.

Mi dispiace essere così dura e diretta, ma è così.

Tutti i problemi, i non detti, le accuse non risolte etc non spariscono da sole.

Spesso quello che capita nelle separazioni è che una persona che arriva a separarsi, ma non era pronta a farlo tenderà a vendicarsi, creare problemi che bloccano la vita dell’altra persona, insomma la tendenza sarà quella di tenere un legame attivo disfunzionale.

Non credo ci sia bisogno di dirlo ancora: fatevi aiutare.

Prevenire è meglio che curare sempre e comunque.